Ma perchè tanta guerra a Pier Paolo Ruta che produce il cioccolato ” non di Modica”

Nella confezione del cioccolato Bonajuto non può essere scritto “Modica”

Il rettangolo di cioccolata modicana, largamente conusumata in tutto il mondo, ad opera di quell’imprenditore visionario che era Franco Ruta, è oggi oggetto di attenzione del sottosegretario Gian Marco Centinaio ( Lega).

Questi, parla di responsabilità della protezione del prodotto e si pregia di aver lavorato per offrire una soluzione all’anticontraffazione del prodotto modicano.

Sembra però che nessuno abbia informato Centinaio, che il vero primato della protezione del cioccolato in questione, spetta a Franco Ruta e non al Consorzio del Cioccolato. L’IGP , come sostenuto più volte dal Dott. Carmelo Cataldi, protegge solo una parte della lavorazione, quella finale, mentre non garantisce la parte fondamentale della lavorazione a freddo sul metale, insieme alla manualità della macinazione delle fave di cacao.

Cataldi, attraverso le sue ricerche storiche ha inoltre messo in dubbio, documenti alla mano, la certezza di date ed eventi confutando ( ma non sappiamo se è riuscito nell’intento) le pubblicazioni ufficiali edite dal Consorzio del cioccolato di Modica.

L’attività dolciaria, che ha aperto una breccia dentro il mondo economico della città, oggi è portata avanti dal figlio Pierpaolo, che è costantemente sotto attacco.

Certo è sotto gli occhi di tutti l’attività del Consorzio di Tutela del cioccolato, che, da alcuni anni a questi parte si assegna primati che non gli appartengono, si appicica malamente sul retro di francobolli di dubbio gusto rappresentativo, si fregia della partecipazione a trasmissioni nazionali, senza menzionare il padre di questa esperienza economica che portò Modica alla caratterizzazione turistica attraverso il cioccolato. Ma la memoria è forte e Franco Ruta, Antica dolceria Bonajuto, vale la pena di ricordare per la milionesima volta, segnò il solco della tradizione – innovazione per molti pasticceri che divennero cioccolatieri, dando una spinta economica all’intera città.

Eppure oggi questa azienda è guardata con sospetto anche dall’ispettorato repressioni frodi, poichè le viene contestato e messo in dubbio che produce cioccolato da 150 anni.

Sembra che alcune linee del teatro dell’assurdo confluiscano costantemente nella vicenda reale, che non riguarda solo il nome di un’azienda, ma il simbolo della città tutta, da moltissimo tempo.

Non resta che unirsi alle risate ironiche e per niente sorprese di Piepaolo Ruta, che non intende più dare peso alle azioni portate avanti dal Consorzio, per sminuire il valore della sua attività commerciale.

Ulteriore ilarità suggerisce l’esprerienza del fatto che per pubbllicizzare la sua cioccolata, non può più usare neanche la parola Modica per la quale si attiverebbero le organizzazioni di controllo.

Lo smantellamento della memoria, non solo gastronomica della città, ma anche della solidarietà tra concittadini però, incontra lo zoccolo duro di tante persone, che non hanno perso la memoria, e che ricordano Franco Ruta come uno dei Maestri cioccolatieri che ha tracciato la speranza di un futuro economico, senza lasciare la propria terra e di un prestigio internazionale che pochi sono riusciti a creare.

Arianna Salemi

Consorzio del Cioccolato, Franco Ruta, Gian Marco Centinaio

Commenti (1)

  • E’ vergognoso questo comportamento nei confronti di Pier Paolo Ruta e di Franco Ruta il vero padre che ha rilanciato ma tradizione del cioccolato di Modica . L invidia e incompetenza mala politica un bel frullato di incompetenza e cattiveria

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