Salva un windsurfista a largo di Marina di Ragusa. Una storia di eroismo che merita di essere raccontata

Il salvataggio risale alla vigilia di Natale e avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Una storia passata in sordina ma che merita di essere raccontata, visto che si è trattato di un salvataggio in mare aperto dalle dinamiche rischiose e incredibili. Evento per il quale è stata inoltrata al Prefetto di Ragusa la richiesta di menzione per il gesto eroico compiuto da Sebastiano Ruscica.

È giusto però andare con ordine e raccontare la vicenda. La vigilia di Natale il giovane ragusano, Sebastiano Ruscica, ha messo in salvo Emanuele Gangemi, windsurfista catanese rimasto in alto mare per una lussazione alla spalla durante l’allenamento su una tavola con foil.

Allertato in spiaggia dagli amici di Emanuele, Sebastiano Ruscica, che si sempre distinto per il suo temperamento intrepido in situazioni difficili, senza esitazione raggiunge rapidamente con il suo surf a motore lo sportivo in difficoltà e in balia delle onde.

Tornato in spiaggia ha riferito agli amici le precarie condizioni del ragazzo in pericolo. Nonostante il mare agitato è ripartito con l’intento di trascinarlo fino al Circolo Velico Scirocco dove di lì a poco sarebbe arrivata l’ambulanza.

Un salvataggio per nulla banale

Il surfista catanese era a circa 350 metri dalla spiaggia davanti Piazza Torre. Tempestivamente raggiunto da Ruscica, dotato di un surf a motore.

La situazione però precipita nell’immediato a causa della forte mareggiata. Infatti, le corde di sicurezza, utilizzate per trascinare il surfista, si impigliano sull’elica del jetsurf. Questo ha reso il motore fuori uso, facendo temere il peggio sulla battigia.

Sebastiano non si è lasciato perdere dall’ansia, ma con lucidità ha compiuto una vera impresa eroica. Nonostante avesse alle spalle la fatica di tre ore di allenamento e la famiglia in spiaggia con il fiato sospeso ad attenderlo, non si è perso d’animo.

Il giovane ragusano, infatti, nonostante la situazione limite trova parole incoraggianti per il ferito dolente e nuota tra le onde che si facevano sempre più alte, trascinando in solitaria per circa 900 metri il suo jetsurf spento, il ragazzo infortunato e l’attrezzatura con il foil.

Un impresa ardua e rischiosa

La forza delle onde ha fatto temere il peggio, in particolare vicino alla scogliera antistante lo chalet Boga. L’operazione di salvataggio è durata più di un’ora.

Gli istruttori di surf, presenti in spiaggia, Peppe Diaria e Andrea Nicita insieme a Mirko Bisi, non si sono lasciati prendere dalla sconforto. Infatti hanno allertato la Protezione Civile e i soccorsi, si prestano subito ad aiutare Sebastiano tra i picchi di schiuma e la riva.

Durante le operazioni è stato possibile recuperare parte dell’attrezzatura sportiva, mentre altri pezzi sono stati ritrovati al lido di Spinasanta.

Una prodigiosa esperienza a lieto fine

Giunti in riva i due giovani ricevono i soccorsi. Emanuele ha una lussazione al braccio, ma è salvo. Sebastiano Ruscica esce fuori dall’acqua con qualche escoriazione e ferite sanguinanti alle mani.

“Per fortuna tutto è andato a buon fine – ha dichiarato l’eroico soccorritore contattato dalla nostra redazione dopo l’articolo uscito su La Sicilia qualche giorno fa che ha reso noto l’accaduto.”

Un intervento tempestivo e coraggioso, che ha reso memorabile e quasi prodigiosa un’esperienza alla vigilia di Natale che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

“Quando ho visto il ragazzo in estreme difficoltà – ha sottolineato Sebastiano Ruscica – non ho esitato un attimo a rassicurarlo e tentare tutto il possibile per salvarlo”.

La segnalazione di merito

Visto il grande gesto eroico di Sebastiano, gli amici di Emanuele il surfista catanese rimasto in balia delle onde che hanno assistito alle operazioni di salvataggio hanno pensato di segnalare il gesto al Prefetto di Ragusa, Giusepep Ranieri.

La segnalazione di merito al Prefetto avanzata dagli amici del malcapitato ha acceso l’interesse su un episodio che era passato in sordina e che invece merita di essere raccontato trattandosi di un salvataggio dalle dinamiche alquanto rischiose e incredibili.

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