Modica: problematiche sociali, Terranova chiede un confronto all’Assessore Facello

Il segretario della camera del lavoro di Modica Salvatore Terranova ha scritto una lettera all’assessore ai servizi sociali Chiara Facello che pubblichiamo qui di seguito per intero:

“Gent.ma Assessora, mi permetto di avviare, facendolo partire innanzitutto con una lettera, con Lei un rapporto-confronto su alcune significative problematiche coinvolgenti una notevole percentuale di cittadini, che, per ragioni diverse, necessitano di aiuto multifunzionale e che molto spesso non sanno a chi rivolgersi per affrontate il loro assillante problema. Si tratta di un mosaico di esigenze che ritengo debba essere ricondotto, per poterlo gestire, al ruolo degli enti di prossimità, appunto gli enti locali. 

Non solo perché gli enti di prossimità possano farsene carico, ma soprattutto perché si è di fronte a nuove realtà che stanno rendendo visibili nuove sofferenze, nuovi destini e rischi sociali particolari. Per l’appunto, sono esigenze diverse rispetto a quelle a cui storicamente l’ente-comune, in sinergia o in connessione con il privato, ha cercato di dare riscontro risolutivo o di accompagnamento. 

E proprio perché sono bisogni nuovi, il primo riferimento non può essere il privato, bensì l’ente più vicino ai cittadini.

Immagino già che qualcuno farà notare che gli sforzi sin qui effettuati dall’Ente con la costruzione di un welfare locale, tarato su bisogni già accertati, non sempre sono riusciti a costruire risposte adeguate, ed evidenzieranno il fatto come non sia percorribile, tutto ad un tratto, mettere all’ordine del giorno altri bisogni, attualmente non classificati perché mai scandagliati, così da dare una impostazione diversa al nostro sistema di presenza dell’ente nel territorio sul piano della tutela e sostegno a nuove forme di difficoltà.

Pur consapevole che ancora si è a primi passi nel tentativo di elaborare progetti e strumenti in grado di affrontare un nuovo mosaico di bisogni che si affacciano in città, ritengo, nondimeno, che non ci si possa sottrarre rispetto a queste nuove emergenze, alcune che sedimentano nel territorio da troppo tempo senza risposte, altre determinate da scelte politiche nazionali o regionali, che hanno lasciato nei nostri quartieri nuove forme di povertà o la esasperazione di povertà già esistenti.

Gradirei, pertanto, poter accedere ad un confronto con Ella sulle problematiche che mi sembra opportuno di seguito evidenziare:

❖ La costruzione di servizi ad una quota piuttosto ampia di anziani e disabili completamente lasciati all’assistenza della famiglia quando c’è o che, se essa manca del tutto, ne sono del tutto privi;

❖ Elaborazione di progetti di interventi in favore di cittadini, prima titolari di reddito di cittadinanza, e che, alla luce della norma vigente, pur risultando occupabili, sono rimasti completamente abbandonati a sé stessi, nel senso che il ruolo delle istituzioni deputate o di altri soggetti ad attivare procedure di politiche attive del lavoro non hanno ad oggi prodotto alcunché. In moltissimi casi siamo di fronte a drammi che interessano interi nuclei familiari e persone sole;

❖ Pianificazione di strumenti che consentano di fronteggiare l’elevato numero di disoccupazione giovanile, attraverso il lavoro in connessione con altre istituzioni. Qui si è su un versante veramente delicato e complesso e non c’è alcun intervento, né nazionale, né regionale, né locale, che si muova nella direzione di impostare un insieme di procedure di indirizzo capaci di aggredire la  evidentissima problematica;

❖ Interventi, ormai improrogabili, finalizzati alla possibilità di elaborare una sorta di aggiuntivi servizi di integrazione socio-sanitaria per coloro, cittadini, affetti da patologie non croniche, che pagano le prestazioni socio-sanitarie rivolgendosi ai privati, che spesso le forniscono con costi onerosi e, per di più, in nero. Si tratta di pensionati e disabili, che vedono così assottigliarsi le loro pensioni, dovendo pagare totalmente prestazioni esose;

❖ Sulla problematica che attraversa la condizione degli immigrati che risiedono nel nostro territorio appare opportuno avviare una attenta riflessione per evitare il costituirsi di ghetti in alcuni quartieri della città, approntando politiche di inclusione;

❖ Interventi di matrice socio-culturale in favore della popolazione residente nella zona 167 (treppiedi nord), totalmente abbandonata. Una zona, tra l’altro, del tutto sprovvista dei necessari interventi riparativi sugli immobili da parte del competente IACP, ente che sembra essere lì come spettatore distratto e totalmente incapace di promuovere e programmare operazioni di ripristino di abitazioni che hanno subito l’usura del tempo. Si è in presenza di appartamenti soggette ad infiltrazione di acqua quando piove e che da troppo tempo l’istituto, pur essendone a conoscenza, non ha provveduto a riattare.

Mi permetto di sollecitarLa perché conosco il suo precedente impegno, prima del ruolo assessoriale recentemente assunto, in favore del sociale e in particolare delle frange più deboli della comunità. Faccio, pertanto, leva su questa Sua importante caratteristica umana per tentare, una volta per tutte, di avviare una approfondita analisi del territorio di Modica e alla luce di ciò iniziare a riposizionare il modello di welfare locale attualmente attivo, al fine di pianificare nuove politiche sociali, con interventi che abbraccino realmente  e veramente le tantissime vulnerabili condizioni umane che non si possono lasciare così, in una dimensione extra-sociale.”

Camera del Lavoro, chiara facello, modica, Salvatore Terranova, servizi sociali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


PUBBLICITÀ

Collabora con noi

Vuoi pubblicare un annuncio o effettuare una segnalazione?



Il Domani Ibleo © 2021. Tutti i diritti riservati. Designed by Ideology Creative Studio 

La testata e la linea grafica della testata è stata realizzata da Ariel Garofalo. www.arielgarofalo.com Email: arielgarofalo@gmail.com

Change privacy settings