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Sull’affair biometano, rettifiche di Pd e Modica 2038, e velato diritto di primogenitura

Modica- Il PD e Modica 2038 hanno scritto alla redazione del giornale on line ” Il domani Ibleo” perchè non hanno gradito la “malevola annotazione” contenuta nell’articolo a mia firma, inerente l’affaire di C.da Zimmardo – Bellamagna. La frase incriminata e oggetto di rettifica è la seguente: “ PD e Modica 2038 si sono uniti con sommo ritardo alla già attiva contestazione popolare, lanciata attraverso una Petizione…”. Premesso che il giornale ha già pubblicato delle rettifiche dirette a firma di Ezio Castrusini e Giovanni Spadaro, nei commenti in fondo all’articolo che per maggiore intelligenza possono essere visionati cliccando qui. Quindi, potremmo fermarci e considerare chiusa la querelle. Ma, anche a me preme chiarire il senso della frase non gradita e che ha scatenato il bisogno di rettificare.

Con detta frase, la scrivente non voleva riferirsi ad una azione di opposizione partitica circostanziata da un’attività, che gli compete dentro un’aula consiliare, dentro i margini istituzionali. Al contrario, si riferiva ad un’azione mancata dell’opposizione dentro un ambito
concreto, di iniziativa popolare. Si faceva riferimento ad un coinvolgimento popolare che non c’è stato e che dovrebbe essere portato avanti, dalle forze politiche in carica, in specie quando si hanno problemi che
possono cambiare l’assetto del territorio, della sua economia, e soprattutto quando mettono in dubbio il rispetto del diritto costituzionale alla salute, come in questo caso. Un coinvolgimento, che in genere diventa, irrimediabilmente visibile a tutti nei caldissimi periodi elettorali.

Le critiche sono cose che in democrazia si ascoltano, se ne prende atto, si possono condividere o meno. Sono segno di dialogo, di confronto, di apertura. Ovviamente, quando sono reciproche e non ledono l’altra parte che le riceve. Ringrazio il PD e Modica 2038 per il confronto a cui mi hanno invitata, sottoponendo al Direttore e alla redazionale del giornale, e quindi anche a me, i loro comunicati stampa in ordine cronologico, relativi alla questione dell’impianto di biometano di Zimmardo-Bellamagna. Comunicati piacevolissimi da leggere, contraddistinti da una sferzante ironia.

Devo ammettere però che faccio un po’ fatica a comprendere il perché di queste critiche. Non credo di avere assistito come il resto della popolazione modicana a iniziative “ popolari” nate da questa minoranza, iniziative che ci coinvolgessero in prima persona nella sensibilizzazione riguardo il nostro territorio, l’ambiente e la salute. Non ne ho visto a parte un consiglio aperto a Modica, a cui io ero presente.

C’è da dire, che tra i comunicati del PD, in uno si apprende della sorpresa dei membri del partito di fronte “all’inusuale veste di paciere del Sovrintende di Ragusa”. Tuttavia, non risulta da documenti pervenutici un dialogo aperto con missive tra PD e Sovrintendenza. Avrà appreso il Sovrintendente dell’emozione di sorpresa scaturita nei membri del PD? Me lo chiedo, ma la cosa è relativamente irrilevante ai fini della questione in oggetto. Mentre da un ulteriore testo si evince che il consigliere Spadaro faceva giustamente osservare che il parere della Sovrintendenza fosse necessario, non ci sono documenti di sorta direttamente ascrivibili in tal senso a un dialogo tra Pd e Sovrintendenza.
Quindi, il punto è che c’è stata una petizione popolare, cioè un coinvolgimento attivo di persone della nostra città, firmata anche da me, dal direttore del giornale “Il Domani Ibleo” e da tantissimi altri illustri e meno illustri personalità modicane. Con la petizione, in soldoni, si è trovato un modo per i Modicani di dire che non ci stanno ad essere inglobati dagli interessi politico-economici, che il territorio lo vivono, e se ne prendono cura difendendolo. Con la Petizione, si è trovata la soluzione per fare interloquire cittadinanza e istituzioni, in questo caso la Sovrintendenza di Ragusa con il territorio.
Questa modalità di dialogo non è stata l’opposizione a trovarlo, ma i cittadini. Ed è su questo che bisogna bilanciare il dibattito per avvicinare politica, economia, cittadini, diritti costituzionali di base. In una parola deve essere questo il cruccio di chi fa politica.

Che le critiche vengano rivolte ad un giornale e a chi firma un articolo va più che bene: è il sale della democrazia.
A tal proposito la scrivente ringrazia l ‘opposizione modicana per l’opportunità di un confronto e sottolinea, che nonostante le divergenze, a mio parere è più meritevole, questa opposizione rispetto a quella latitante che ha abbandonato a se stessi i cittadini e
che per onestà intellettuale, dovrebbe sedere tra la maggioranza piuttosto che di fronte. Ci si augura quindi una maggiore collaborazione su più piani perché il territorio, l’ambiente, la salute sono oggetto
di interesse trasversale ed universale. Lo dimostra l’opposizione modicana stessa che nell’humus pozzallese ha trovato modo di appoggiarsi, per considerare la forza e la fondamentale spinta che danno alla politica le iniziative dal basso, e non viceversa. E’ la politica che non riesce a raggiungere le piazze, a raggiungere le persone ciò di cui davvero dovremmo preoccuparci! E’ una soluzione che manca. E’ un fianco scoperto che fa sentire abbandonata e sfiduciata l’opinione pubblica, i cittadini, le persona che ogni giorno si trovano davanti ad atteggiamenti di esclusione, di isolamento, di risoluzioni di problemi pratici.
Ci auguriamo quindi che prevalga il buon senso, che le diatribe squisitamente politiche lascino spazio all’obiettivo comune, che è quello da cui rimodulare e ridisegnare ogni azione politica, partendo dai cittadini.
Arianna Salemi

Casrusini, Spadaro

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