E’ morto Maradona. Come lui nel calcio, nessuno

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In tutto il mondo testimonianze di affetto, di stima di grande trasporto emotivo. Ma sono tutte vere e sincere? No perché ad un occhio più distaccato e attento sembra di notare che molti non vedano l’ora di postare una propria foto con Maradona che al momento, diciamocelo, ha una visibilità “planetaria”. Si nota infatti come a farlo siano aziende, vecchi sponsor o solo gente molto meno famosa che lo ha incrociato durante la sua vita per un qualsiasi motivo. Una volta questi soggetti erano definiti con termini dispregiativi oggi sono invece “cacciatori di like” come fosse un lavoro. Ops! Si è un lavoro, perché il like è diventato l’unità di misura della propria importanza nella società del web e si sa che molti like avvicinano gli sponsor, quindi denari e quindi è un lavoro. Ci sta anche questo per carità, bisogna adeguarsi ai tempi sarebbe sciocco pensare di ignorare questa evoluzione della società che ci circonda ma a tutto c’è un limite però. Il lutto, una disgrazia, la morte di una persona qualunque sia il motivo della morte, qualunque sia il suo lavoro, qualunque sia il suo ruolo e la sua immagine nella società andrebbe rispettata, andrebbe rispettato il dolore della famiglia e andrebbe usata una buona dose di discrezione e rispetto.
Giorgio Aprile

Dalla stampa nazionale:

Il Gol del secolo, la più famosa magia di Diego

“El Genio del Futbol Mundial” stregò il mondo quel giorno. Quando lasciando per strada uno dopo l’altro gli avversari inglesi, segnò il gol del secolo. Era il 22 giugno del 1986. In Mesico, l’Argentina incontrava l’Inghilterra, che l’aveva sconfitta e umiliata pochi anni prima nella guerra delle Falkland.

Quel giorno Diego Armando Maradona, El Pibe de oro, di cui i media argentini hanno annunciato oggi la morte a sessanta anni, segnò due gol storici. Il primo, quello noto come “la Mano de Dios”, colpendo il pallone con la mano senza che l’arbitro se ne accorgesse. Il secondo a modo suo, prendendo palla a centrocampo e marcando cinque giocatori inglesi più il portiere Shilton. “Da che pianeta sei venuto?”, gridò tra l’altro nella sua ormai leggendaria telecronaca il giornalista Victor Hugo Morales. Alla fine quel mondiale messicano l’Argentina lo vinse, trascinata dal suo campione, dal più grande di tutti.

argentina

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