Il sindaco di Ragusa Peppe Cassì critica le scelte della politica su aeroporto di Comiso e Camera di Commercio

Nella guerra per il controllo dell’aeroporto la CamCom di Ragusa è stata solo una vittima. Il Comune di Ragusa verificatane la legittimazione ad agire, impugnerà la legge dello Stato.  

In un post dai toni pacati com’è nella sua natura il sindaco Peppe Cassì interviene, a distanza di qualche giorno, su due vicende importanti per la provincia di Ragusa che sono tra loro legate l’Aeroporto di Comiso e la Camera di Commercio.

I toni pacati però in realtà nascondo delle affermazioni molto dure e precise nei confronti di quella che lui definisce “L’amica sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari”. La quale, apprendiamo dalla lunga riflessione del primo cittadino di Ragusa, “ha provato a coinvolgere i Comuni più interessati alle vicende dell’aeroporto prospettando la cessione ad essi di una quota di minoranza del pacchetto (di minoranza) che il suo Comune detiene nella società SOACO che lo gestisce”.

Diciamo che l’amica poi tanto amica non lo era se è vero che scrive Cassì “tenuto conto che l’esborso (presente e futuro) necessario per l’ingresso in società, di ammontare incerto, non avrebbe comunque potuto garantire un effettivo potere decisionale”.

A Roma direbbero che la sindaca amica gli aveva tirato una sola, la stessa che forse qualcuno aveva tirato anche a lei perché “Entrare, investire denari e dover comunque subire le decisioni altrui, non avrebbe avuto molto senso”.

Ed in effetti il ragionamento del sindaco Cassì non fa una piega.

L’aeroporto e la sua società di gestione SOACO (Società Aeroporto di Comiso) era già controllato dal suo socio di maggioranza SAC (Società Aeroporto di Catania), che a sua volta è controllata dalla Camera di Commercio del Sud-est che detiene oltre il 60% delle sue quote sociali.

Le comprensibili difficoltà economiche del Comune di Comiso nel sostenere anno dopo anno i costi di una necessaria ricapitalizzazione hanno così accelerato l’iter che ha portato di recente alla fusione per incorporazione della SOACO nella SAC, secondo uno schema gradito alla Regione Siciliana, che da sempre vede nell’accorpamento dei due poli aeroportuali occidentali (Palermo e Trapani) ed orientali (Catania e Comiso) la soluzione alle crisi del settore.

La conseguente riduzione delle quote sociali del Comune comisano non ha modificato una situazione di fatto che prevedeva già il controllo del nostro aeroporto da parte di chi gestisce anche il più grande aeroporto catanese, e la domanda è sempre la stessa: chi cerca in ogni modo di aumentare il numero di passeggeri nel più importante aeroporto di Sicilia, ha interesse allo sviluppo del piccolo scalo che è ubicato a poche decine di chilometri di distanza? O piuttosto, scorgendovi un potenziale concorrente, ha interesse a tarpargli le ali (visto che si parla di aerei…)?

Aeroporto Comiso

A sentire i vertici di SAC ovviamente non è così, ma probabilmente non si è fatto abbastanza per valorizzare lo scalo più piccolo, che ha potenzialità ancora tutte da esplorare”.

Insomma Ragusa ha deciso di non lasciarsi abbindolare da false promesse e forse grazie proprio alla lucidità del suo sindaco ha fatto la scelta giusta. Ma Cassì non si ferma a parlare di aeroporto ma interviene anche su quella che definisce “assurda scelta di sganciare la Camera di Commercio di Ragusa dal contesto del Sud-est (con Catania e Siracusa), che come detto detiene la maggioranza delle quote sociali di SAC, per accorparla, insieme a Siracusa, a quelle di Trapani, Agrigento e Caltanissetta”.

Questo a dimostrazione di come in realtà tutto sia collegato in un gioco che va oltre gli interessi dei singoli territori.  E di questo Cassì ne è consapevole: “La decisione, si sa, è figlia di una battaglia dell’on.le Stefania Prestigiacomo da Siracusa, che ha giustificato la sua iniziativa con l’intento di indebolire la Camera del Sud-est, privandola, con l’uscita di Siracusa e Ragusa, di metà del suo peso e togliendole di fatto la maggioranza dentro la SAC: così neutralizzando (ecco il vero obiettivo) la volontà del presidente della Camera Agen di cedere questo asset privatizzando l’aeroporto di Catania e di riflesso anche quello di Comiso.”

Insomma nella guerra per il controllo dell’aeroporto la CamCom di Ragusa è stata solo una vittima,“violentata ancora una volta da una scelta politica del tutto indifferente alle esigenze del nostro territorio ed irrispettosa della storia dell’Ente, raro esempio di virtù gestionale ed effettivo punto di riferimento del comparto produttivo della provincia.

Uno scandalo per il nostro territorio, perché di certo non può esservi una sola valida ragione che sia funzionale agli interessi di Ragusa, della sua economia e delle sue aziende, che induca a preferire l’accorpamento con Trapani, Agrigento e Caltanissetta anziché con Catania”.

Camera di Commercio di Ragusa

E così proprio il sindaco promette che “anche il Comune di Ragusa come Agen, verificatane la legittimazione ad agire, impugnerà la legge dello Stato.”  

Ma è alla fine che il sindaco si pone una domanda che forse meriterebbe una risposta dalla classe politica: “la privatizzazione degli aeroporti cui punta Agen, e che tanti politici del territorio vogliono invece scongiurare, sarebbe un evento così negativo e quindi da impedire ad ogni costo?”

Non è che invece una gestione privata di un unico polo aeroportuale che include Catania e Comiso possa rivelarsi più efficace ed efficiente di quella pubblica, che fino ad ora non può dirsi che abbia brillato?

Non è un caso che altrove gli aeroporti simili ai nostri per traffico e dimensioni funzionino meglio e siano più performanti con gestione in mano a soggetti privati, e non è un caso che ci sarebbero già privati con esperienza in gestione di altri aeroporti internazionali interessati ai nostri scali.

Punterebbero al profitto, certamente, ma chi dice che la loro utilità non coincida con gli interessi del territorio, dato che l’una e gli altri sono legati all’aumento del traffico e del numero dei passeggeri?

Non sarebbe un’eresia quindi auspicare che la gestione si sottoponga alle regole del mercato, e sia sottratta ai condizionamenti e alle scelte della politica, che segue altre logiche ed ha altri obiettivi.

Agen, maria rita schembari, sac, Soaco, Stefania Prestigiacomo

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