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Mercato delle carrube, provincia di Ragusa, in dieci anni il prezzo si è decuplicato: buone prospettive per i coltivatori

Il prezzo al rialzo, con quotazioni record, dovute alla scarsa produzione di quest’anno e degli anni precedenti, porterà nelle casse dei produttori ( piccoli e grandi ) qualche centinaia di milioni di euro. Con una produzione attesa nel Ragusano, quest’anno, di circa 20 mila tonnellate di carrube su una superfice di 26 mila ettari.

Un mercato che sembra praticamente “esploso” con quotazioni tra i 2 e fino ai 2,20 euro al chilogrammo. Prezzi di fatto decuplicati in solo dieci anni.

Finalmente per tante aziende agricole la coltivazione degli alberi di carrubo sarà una fonte vera di sostentamento.

A far lievitare i prezzi, oltre alle basse rese degli ultimi anni, hanno di sicuro inciso il moltiplicarsi degli impieghi delle carrube sia dall’industria alimentare dove viene utilizzata per stabilizzare gelati, prodotti caseari, insaccati e prodotti da forno, come agente addensante nella preparazione di vari tipi di salse e come additivo nelle gelatine e sia nel settore dolciario per la preparazione di biscotti, dolci, creme spalmabili e torte.

In Sicilia, la produzione, è stimata quest’anno intorno a 35 mila tonnellate di cui il 60 per cento in provincia di Ragusa (nei territori di Santa Croce, Comiso, Vittoria, Giarratana, Ragusa, Modica e Scicli).

Per i prossimi anni c’è da augurarsi che il prezzo dei prodotti finiti si mantenga sempre sostenuto in modo da stabilizzarsi a vantaggio di tutta la filiera e che si torni dunque ad investire in questa coltura che caratterizza, anche dal punto di vista paesaggistico ed insieme ai muri a secco, la provincia di Ragusa.

Rimane, purtroppo, ancora tristemente “florido” il fenomeno ( anzi in aumento con l’aumentare dei prezzi) dei furti di carrube nelle campagne iblee: impiego di sistemi di tracciabilita’ della produzione ( e quindi delle cessioni ) e un maggior presidio delle Forze dell’Ordine sono ormai divenuti le necessarie leve per contrastare tale odioso problema.

Sandro Gambuzza *

*Vicepresidente di Confagricoltura

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Redazione