Ha lasciato la sua Scicli a metà marzo con uno zaino, un paio di scarpe da trekking e un obiettivo preciso: raggiungere Santiago de Compostela a piedi. Oggi, dopo avere attraversato l’Italia da Sud a Nord e percorso circa 2 mila chilometri, Antonio Giannone è arrivato in Francia, pronto ad affrontare uno dei tratti più simbolici e impegnativi del celebre Cammino.
Ventisei anni, fotografo e videomaker, Antonio ha scelto di mettere in pausa la propria vita professionale, lasciando un lavoro a tempo indeterminato per concedersi un anno sabbatico dedicato al viaggio, alla scoperta e alla ricerca personale attraverso il cammino.
Un’esperienza che, chilometro dopo chilometro, si sta trasformando in qualcosa di molto più profondo di una semplice traversata europea.
Dal cuore del ragusano fino ai Pirenei, il giovane camminatore siciliano ha attraversato Calabria, Campania, Lazio, Toscana e Liguria, vivendo incontri, fatiche e momenti destinati a restare impressi nella memoria.
«Ho già consumato il primo paio di scarpe, racconta, e ho dovuto comprarne un altro. Ma il corpo ormai si sta abituando al ritmo del cammino e, al momento, non avverto una stanchezza particolare».
Il viaggio di Antonio non è fatto soltanto di strade percorse, ma anche di relazioni umane nate lungo il tragitto. A Genova, ad esempio, ha incontrato don Matteo, cappellano dei pellegrini liguri e lui stesso camminatore esperto.
«Mi ha dato un consiglio curioso ma efficace: una birra media al giorno per reintegrare i sali minerali», racconta sorridendo. Proprio grazie a quell’incontro, Antonio è entrato in una rete di supporto tra pellegrini e volontari che offre ospitalità, indicazioni e assistenza ai viandanti diretti verso Santiago.
Adesso lo attende una delle tappe più iconiche del percorso: il tratto che attraversa i Pirenei e conduce nel cuore del Cammino di Santiago. Un viaggio ancora lungo, con altri 2 mila chilometri circa davanti a sé.
L’arrivo alla cattedrale di Santiago de Compostela, dove sono custodite le reliquie di San Giacomo, è previsto per il mese di agosto.
La sua storia, partita da un angolo di Sicilia, continua così a intrecciarsi con quella di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo, trasformando il cammino in un’esperienza di libertà, resilienza e rinascita personale.
(fonte Ansa)
M. S.







