La voglia di crescere non manca!

Dieci anni di Swami, parla Francesca Zacco, perché in Sicilia il matrimonio è una cosa seria

"L’obiettivo è sempre lo stesso: celebrare la gioia. E nonostante la fatica che richiede questa “complessità”, rimane è una grandissima fortuna poter vivere di questo".

Dieci anni di storie, di visioni e di quella sana follia che trasforma un’idea nata quasi per gioco in una solida realtà imprenditoriale.

Quando nel 2016 Francesca Zacco ha dato vita a Swami, il panorama degli eventi in Sicilia era profondamente diverso da quello che è oggi.

A 10 anni dal primo evento e con un bagaglio colmo di emozioni, imprevisti superati e legami indissolubili, abbiamo voluto intervistare Francesca Zacco e con lei tracciare un bilancio di questo primo decennio di attività in un settore sempre più in crescita e trainante nella nostra società.

Nel 2016 hai iniziato questa avventura quasi come una follia creativa. Oggi, dopo dieci anni di eventi, emozioni e “pazzie”, come ti senti guardando il percorso fatto?

“Banalmente: stanca ma felice. È veramente partita quasi per gioco, poi questa avventura si è trasformata in qualcosa di concreto. Molti mi hanno dato fiducia all’inizio e io li ho ricambiati con serietà e passione”.

In un tuo recente post hai scritto: “È il momento di diventare grandi”. Cosa significa per te questa frase? E cosa nascerà nei prossimi anni?

“Questa attività è partita da zero, quindi gli investimenti iniziali si erano ridotti, con tanto impegno, alle cose base: logo, sito… adesso che “sono grande” e ho definito i punti fermi della mia attività, posso affermare che Swami non è più solo Sicily Wedding & Event, ma Event: non solo matrimoni, non solo in Sicilia, come per altro è già capitato. Poi sto lavorando a tanti nuovi progetti… La voglia di crescere non manca!”

Cosa significa accompagnare una coppia verso uno dei giorni più importanti della loro vita?

“In sintesi significa guidarli senza fargli fare errori e sobbarcandomi dei loro oneri, lasciando a loro solo la parte gioiosa e serena del loro evento”.

Secondo te, qual è oggi il vero ruolo di una wedding planner dentro un matrimonio o un grande evento?

“La wedding planner è di base una visionaria e una coordinatrice. È colei che trasforma – senza banalità – le peculiarità della coppia in gesti e attenzioni palpabili. È una coordinatrice che sa gestire con competenza tutti gli attori di evento, dal catering, alla musica, fino agli invitati”.

In questi dieci anni tu ti senti cambiata? Se sì, in cosa Francesca oggi è diversa dalla ragazza che ha iniziato nel 2016?

“Avevo 26 anni e ne ho 36, 10 anni sono tanti. Poi il mio mondo e il mondo in generale è veramente cambiato. Sembra secoli fa. Non mi dilungo su come la società sia sempre più complicata. Personalmente, posso dire di essere molto più consapevole e sicura, ma non ho mai cambiato la mia visione degli eventi. L’obiettivo è sempre lo stesso: celebrare la gioia. E nonostante la fatica che richiede questa “complessità”, rimane è una grandissima fortuna poter vivere di questo”.

Hai organizzato tantissimi eventi. Ce n’è uno che porti nel cuore come il più bello?

“Qui potrei scrivere un libro, sia per gli imprevisti che per le cose belle. Partiamo dalle belle: non c’è un evento che ho amato di più, ci sono, piuttosto, coppie che porto nel cuore, alcune di loro a distanza di anni, se per caso le incontro o le sento mi fanno esplodere il cuore gioia! È stato un onore e un privilegio per me entrare a far parte delle loro vite, delle loro famiglie”.

E invece qual è stato l’evento più complicato o quello che ti ha messo maggiormente alla prova?

L’evento più complicato è sicuramente uno: la sera prima del matrimonio una persona molto vicina alla coppia si sente male e subisce d’urgenza un delicatissimo intervento. La mattina del matrimonio abbiamo deciso di annullare tutto, perché le condizioni erano critiche, infatti da lì a qualche giorno sarebbe venuto a mancare. Abbiamo riprogrammato il matrimonio dopo qualche mese. Nonostante il dolore immenso di questa perdita, questi sposi, questa famiglia, mi hanno insegnato cosa sia veramente la forza dell’amore. Con una dignità da cui tutti dovremmo imparare”

C’è un matrimonio o un evento “dei sogni” che vorresti ancora realizzare e che non è ancora arrivato? “Il mio, ovviamente! Ci sono ancora tanti tantissimi posti in cui vorrei lavorare, spero di esplorare sempre di più questo bellissimo mondo!”

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