Dopo la notizia del sopralluogo effettuato a Casa Quasimodo, dall’On Ignazio Abbate insieme a una delegazione formata dal Direttore Generale dei Beni Culturali, l’Ing. Mario La Rocca, e il Sovrintendente dei Beni Culturali di Ragusa, Antonino De Marco riesplode la polemica.
Il sopralluogo, tanto sbandierato, aveva l’ntenzione di verificare le priorità di intervento dell’immobile sia da un punto di vista strutturale sia per completare quel progetto che, che trasformerà in un unico parco turistico e culturale Casa Quasimodo e il Castello dei Conti. Ma riesplode la diatriba su una questione di cui vi abbiamo già parlato e che non è stata mai del tutto chiarita: ovvero il premio Nobel Quasimodo è davvero nato in Via Posterla?
In questo articolo da noi realizzato qualche tempo fa c’era chi sosteneva di no (leggi qui) Oggi a confermare questa storia è il Prof Uccio Barone che interviene sulla questione con un lungo post sulla sua pagina sociale che merita di essere condiviso e che riportiamo in maniera integrale:
“La manipolazione sistematica degli eventi e delle tradizioni, civili e religiose-dichiara lo storico modicano-da tempo ormai si accompagna allo sciupìo delle risorse pubbliche. Cito una vicenda attuale, ma il campionario sarebbe troppo lungo.
Casa Quasimodo a Modica acquistata dalla Regione con centinaia di migliaia di euro, non è mai stata casa del Premio Nobel. Lo sanno tutti, lo dicono i documenti.
Quell’abitazione non ha ospitato lo scrittore, nato nei locali della Stazione ferroviaria mentre la famiglia si trasferiva a Roccalumera.

Da assessore alla Cultura nel 2000/2002 operai col sindaco Ruta per acquistare con fondi regionali la quadreria e gli abiti da cerimonia indossati a Stoccolma dal poeta, ma non abbiamo perseguito l’acquisto di quella casa “fasulla”.
Invece Alessandro Quasimodo, l’ambiguo e sprovveduto figlio, ha svenduto mobili e reperti milanesi che non hanno alcuna attinenza con Modica e così si è costruita la falsa tradizione che oggi alimenta un circuito turistico basato sulla menzogna.Addirittura si pensa di impegnare altro denaro pubblico su questa “casa di nessuno”.
Eppure a fianco di quell’ abitazione sta in bella vista la casa di Tommaso Campailla, lo scienziato e filosofo cartesiano ( 1668 -1740 ) conosciuto in tutta Europa , ma sconosciuto o quasi nella sua città natale. Meriterebbe Campailla una Fondazione culturale internazionale e sarebbe opportuno l’acquisto della sua vera ed autentica casa da parte della Regione. Invece silenzio totale, nessuno promuove nulla, le istituzioni pubbliche tacciono per ignoranza e indifferenza. Preferiscono autolodarsi con comunicati patinati, privi di reale dibattito.
Eppure ancora sotto porta d’Anselmo , nel cuore medievale della città, sta crollando a pezzi la chiesa rupestre di S. Venera, testimonianza unica (assieme a S. Nicolò inferiore, anch’ esso bisognevole di cure ) del passaggio dai riti pagani al cristianesimo di rito greco e a quello latino, chiesetta quasi travolta da un enorme sversamento di acque nere che però non sembra meritare attenzione alcuna dal Comune.
E quì mi taccio, per il momento.
Ma quando a Modica si finirà di “pettinare le bambole”? Quando si aprirà un dibattito serio e competente sulla salvaguardia e sulla fruizione dei nostri veri Beni Culturali ?Quando scienza e sapere prenderanno il posto dell’incuria pubblica ?”
Insomma senza mezzi termini il Prof Giuseppe Barone, un’autorità in tutti i sensi, dice chiaramente che la Casa di Via Posterla è una casa fasulla confermando quanto testimoniato con tanto di documenti nell’articolo di cui sopra.
Una nota a margine però la vogliamo spendere per la cooperativa che in questi anni con fatica e dedizione si è occupata di Casa Quasimodo e a cui va riconosciuto il merito di aver portato numerosi turisti in città attratti da questo luogo che è stato curato con amore e dedizione. Siamo certi che l’associazione che nel 1996 diede vita al progetto oltre a quella attuale che oggi lo gestisce non hanno niente a che fare con questo errore storico perpetuato nel tempo.
Il Prof Barone dichiara che quando lui fu assessore nella giunta di Carmelo Ruta non perseguì l’acquisto di quella casa “fasulla” ma fu proprio nel 1996 sotto la guida dell’allora sindaco Carmelo Ruta che la cooperativa Etnos esordì nel turismo modicano promuovendo il progetto pionieristico dell’apertura al pubblico della dimora natale del Premio Nobel Salvatore Quasimodo. Sotto la guida del presidente di allora, Walter Buscema.
Non ci sembra, ad onor del vero, che nessuno fece obiezioni in merito né allora né successivamente. Per questo crediamo che sia il caso di fare luce sulla vicenda una volta per tutte e ci aspettiamo un intervento serio da parte di chi ha la responsabilità di accertare la verità e sgomberare ogni dubbio. Capiamo che è difficile tornare indietro e smontare una lunga storia ormai consolidata ma lo si deve alla città che non merita di avere questa macchia sulla sua reputazione perché è così ricca di storia e di tesori che non ha bisogno di inventarsi niente per attrarre a sé turisti da tutto il mondo.






