L’aeroporto di Comiso allunga da oggi il proprio orario di operatività e prova a ritagliarsi un ruolo più incisivo all’inizio della stagione estiva.
Da oggi primo giugno lo scalo casmeneo passa infatti da 16 a 18 ore di attività giornaliera, grazie al via libera dell’Enac all’ampliamento progressivo delle operazioni in alcuni aeroporti italiani considerati strategici per la mobilità regionale.
La novità arriva proprio nel giorno in cui prende il via il mese tradizionalmente associato all’inizio dell’estate turistica. Per il territorio ragusano si tratta di un segnale atteso da tempo, considerato il ruolo che l’aeroporto può svolgere per sostenere gli arrivi verso Ragusa, Modica, Scicli, Marina di Ragusa e l’intero comprensorio del Val di Noto.
Comiso rientra infatti tra gli scali che hanno ottenuto il parere favorevole dell’Enac per ampliare il proprio scenario operativo. Insieme allo scalo ibleo figurano anche Rimini, Crotone, Parma, Salerno, Cuneo e Forlì. L’obiettivo è aumentare la flessibilità nella programmazione dei voli e migliorare la gestione dei collegamenti nei periodi di maggiore traffico.
Secondo quanto spiegato dall’Enac, il provvedimento nasce dalla necessità di valorizzare il potenziale di crescita degli aeroporti regionali e, allo stesso tempo, offrire una riserva di capacità operativa a supporto degli scali maggiori che si avvicinano alla saturazione.
L’estensione dell’orario potrebbe consentire a Comiso di presentarsi con maggiori margini nella trattativa con compagnie aeree e operatori turistici, favorendo l’arrivo di nuove rotte o il consolidamento di quelle esistenti. Un aspetto particolarmente rilevante per una provincia che continua a puntare sul turismo come uno dei principali motori economici.
La copertura dei costi aggiuntivi non ricadrà sui gestori aeroportuali ma sarà garantita attraverso il sistema tariffario europeo previsto dal piano delle performance per il periodo 2025-2029.
L’ampliamento dell’operatività rappresenta senza dubbio una buona notizia per il territorio, ma da solo non basta a spegnere le polemiche che da anni accompagnano il futuro dello scalo.
Molti amministratori, associazioni e operatori economici continuano infatti a sostenere che Comiso non abbia ancora ricevuto l’attenzione necessaria rispetto alle sue potenzialità. Le critiche si concentrano soprattutto sul numero limitato di collegamenti, in particolare quelli internazionali, e sulla difficoltà di costruire una strategia di sviluppo stabile nel lungo periodo.
Sul fondo resta il dibattito più delicato, quello legato alla governance e alla progressiva concentrazione della gestione aeroportuale. Secondo i critici, negli anni successivi all’integrazione nel sistema controllato dalla SAC, lo scalo ragusano avrebbe perso centralità, finendo spesso in secondo piano rispetto alle esigenze dell’aeroporto di Catania. Una lettura contestata da chi invece ritiene che proprio l’inserimento in una rete più ampia rappresenti l’unica possibilità concreta di crescita.
Le due ore in più conquistate da oggi rappresentano dunque un’opportunità. Ma per molti nel territorio la vera sfida resta un’altra: trasformare Comiso da aeroporto di supporto a infrastruttura realmente strategica per il Sud Est siciliano. E su questo terreno, più che gli annunci, saranno i numeri dei passeggeri e dei collegamenti a decretare il successo o meno delle scelte compiute negli ultimi anni.
(czcz)







