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Auto rubate e saracinesche sfondare: ecco la banda delle spaccate tra Modica e Ispica (video)

Una ordinanza di custodia cautelare è stata emessa la scorsa notte dal GIP del tribunale di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica presso lo stesso tribunale, nei confronti di tre soggetti gravemente indiziati di una tentata rapina e di diversi furti ai danni di bar e tabaccherie nei comuni di Ispica e Modica.

Gli episodi contestati risalgono all’inizio dell’anno, quando una sequenza di “spaccate” nel territorio di Ispica ha creato forte allarme sociale. Le indagini coordinate dal Comando Compagnia dei Carabinieri di Modica e dalla Stazione di Ispica hanno ricostruito che i responsabili avrebbero utilizzato auto rubate per sfondare porte o saracinesche di esercizi commerciali e introdursi all’interno, prelevando contanti, registratori di cassa e tagliandi “Gratta e vinci”. I danni materiali — infissi divelti, vetri rotti — risultano di gran lunga superiori al valore della merce trafugata (nei sei colpi analizzati circa 1.250 euro in contanti e tagliandi per 700 euro).

Lo scontro con i titolari del bar

L’episodio più grave avvenne a Ispica in piena notte, all’alba, quando i malviventi colti in flagranza provocarono una colluttazione con i titolari dell’esercizio commerciale che erano intervenuti. I proprietari riportarono contusioni e dovettero ricorrere alle cure mediche.

Le forze dell’ordine hanno acquisito centinaia di ore di filmati delle telecamere di sorveglianza degli esercizi e delle vie di accesso, hanno analizzato tracce tecniche lasciate dagli autori e ricostruito che le auto utilizzate come ariete erano tutte rubate nella provincia di Siracusa. È emerso che uno degli indagati aveva un difetto percettibile alla mano sinistra, dettaglio usato per la sua identificazione. Le vie di fuga, ricostruite attraverso strade secondarie nella zona di campagna in direzione di Rosolini (SR), sono risultate fondamentali. In quel comune si sarebbe trovata la base logistica del gruppo, dove veniva nascosta la refurtiva e smaltiti i mezzi rubati.

Le misure cautelari e le responsabilità contestate

Due degli indagati sono finiti in carcere, con contestazione sia della tentata rapina che dei furti aggravati con “spaccata”. Per il terzo soggetto si è ritenuta proporzionata la misura degli arresti domiciliari: viene accusato della partecipazione all’episodio più grave e ad uno solo dei furti. Uno dei destinatari della misura era già detenuto per altri reati contro il patrimonio. Le accuse complessivamente vanno da tentata rapina, furto aggravato, tentato furto (tutti aggravati dall’aver agito travisati e in concorso) a ricettazione. Come sempre, la presunzione di innocenza resta ferma fino a sentenza definitiva.

L’operazione odierna è il risultato di indagini rapide e coordinate dalla Procura di Ragusa e portate avanti dai Carabinieri di Modica, Ispica e Rosolini, con l’ausilio di unità cinofile specializzate nella ricerca di armi provenienti da Catania. Quando i militari si sono presentati nelle prime ore del mattino presso le abitazioni degli indagati, questi hanno tentato la fuga: uno si è arrampicato sui tetti, un altro ha cercato rifugio a casa di un vicino, ma entrambi sono stati bloccati grazie al dispositivo di servizio che aveva circondato l’intera zona.

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