L’Unione consumatori di Modica diffida l’Asp 7: abolire subito la maggiorazione sul ticket

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Illegittimo il sovrapprezzo per chi paga con bancomat, carte di credito o versamenti online, rispetto al pagamento in contanti

L’Associazione consumatori di Modica ha presentato una diffida nei confronti dell’Asp di Ragusa per l’applicazione di un sovrapprezzo illegittimo ai pagamenti digitali (bancomat, carte di credito, pagamenti online) per il ticket sanitario. 

In sostanza l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa applica una maggiorazione sull’importo dovuto per il pagamento di prestazioni sanitarie (ticket per visite specialistiche, esami diagnostici, prestazioni di vario genere) quando il versamento avviene tramite strumenti di pagamento elettronico, quali bancomat, carte di credito o versamenti online, rispetto al pagamento in contanti.

Una vicenda di cui ci siamo occupati in passato piu volte ma a quanto pare nessun cambiamento è stato apportato (Leggi qui) e (leggi qui)

L’Avv. Antonino Di Giacomo corresponsabile della sede locale dell’Unione Nazionale Consumatori questo comportamento viola principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico, che mirano a tutelare i consumatori e a favorire la digitalizzazione dei servizi pubblici e privati.

Considerato in diritto

In particolare il comportamento posto in essere dall’ASP di Ragusa si configura come una pratica illegittima e in aperta violazione delle seguenti normative:

  • Art. 62, comma 1, del Decreto Legislativo n. 206/2005 (Codice del Consumo): “I professionisti non possono imporre ai consumatori, in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento, spese per l’uso di detti strumenti.” Tale norma, recepita dalla Direttiva 2011/83/UE, è stata specificamente introdotta per eliminare qualsiasi discriminazione tra i diversi strumenti di pagamento, garantendo che il consumatore non debba sostenere costi aggiuntivi per la scelta di un metodo di pagamento non in contanti. L’applicazione di un sovrapprezzo per l’utilizzo di bancomat o pagamenti online rappresenta una chiara infrazione di questo principio.
  • Decreto Legislativo n. 218/2017 (in attuazione della Direttiva (UE) 2015/2366, nota come PSD2 – Payment Services Directive 2): Questa normativa ha rafforzato il divieto di imporre ai pagatori oneri aggiuntivi per l’utilizzo di strumenti di pagamento per i quali le commissioni interbancarie sono regolate (carte di debito e di credito). La direttiva e il suo recepimento italiano mirano a rendere più efficiente e sicuro il mercato dei pagamenti, e l’imposizione di costi extra è palesemente contraria a tali obiettivi. L’onere delle commissioni, pur esistente per l’esercente (in questo caso l’ASL), non può in alcun modo essere scaricato sul consumatore.
  • Principi generali di buona amministrazione e promozione della digitalizzazione: Le pubbliche amministrazioni, e le ASL in particolare, sono tenute a promuovere l’utilizzo dei pagamenti elettronici (vedasi anche il sistema PagoPA, che incoraggia l’interoperabilità e la trasparenza dei pagamenti verso la PA). L’applicazione di un sovrapprezzo non solo contraddice questo principio ma ne scoraggia l’attuazione, costringendo di fatto i cittadini a preferire il contante per evitare un costo ingiusto, con conseguenze negative in termini di tracciabilità e trasparenza delle transazioni.

Infrazione riscontrata

L’ASP di Ragusa, applicando un sovrapprezzo per i pagamenti digitali, penalizza illegittimamente i consumatori che si conformano alle direttive europee e nazionali volte a favorire l’uso di moneta elettronica e la dematerializzazione dei processi. La prassi non solo è in contrasto con le norme sopra citate, ma potrebbe anche configurare una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in quanto altera in modo significativo il comportamento economico del consumatore, inducendolo a scelte non libere e condizionate da un onere aggiuntivo non dovuto.

Non solo occorre aggiungere che: 

il pagamento del ticket sanitario costituisce un obbligo di legge per i cittadini al fine di accedere alle prestazioni del SSN; l’art. 62 del Codice del Consumo (d.lgs. 206/2005, come modificato dal d.lgs. 218/2017 di recepimento della PSD2) dispone espressamente che i professionisti non possono imporre spese in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento, vietando quindi la traslazione sul consumatore dei costi di incasso; tale divieto, secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha carattere assoluto, e riguarda tanto le maggiorazioni imposte direttamente dall’ente erogatore quanto quelle ribaltate dall’intermediario di pagamento (PSP); ne consegue che le Aziende Sanitarie non possono legittimamente avallare l’applicazione di commissioni aggiuntive sui pagamenti elettronici dei ticket, dovendo piuttosto uniformarsi alla normativa nazionale ed europea, che garantisce la neutralità dello strumento di pagamento scelto dal legislatore 

Per quanto sopra esposto, l’Unione Nazionale Consumatori, tramite il sottoscritto avvocato formalmente:

Diffida l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa a:

  1. Cessare immediatamente l’applicazione di qualsiasi sovrapprezzo, commissione o costo aggiuntivo per i pagamenti del ticket sanitario effettuati tramite bancomat, carte di credito e/o bonifici online.
  2. Rendere uniforme il costo del ticket per tutte le modalità di pagamento accettate, garantendo che l’importo richiesto al cittadino sia identico, a prescindere dallo strumento utilizzato.

Segnala contestualmente il presente caso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), affinché, nell’ambito delle sue competenze, avvii un’indagine formale per accertare la violazione delle normative a tutela dei consumatori e della concorrenza, e adotti i provvedimenti del caso, volti a far sospendere questa prassi illegittima. 

Si invita a provvedere ad un immediata cessazione di questa prassi illegittima, entro e non oltre 15 (quindici) giorni dalla data di ricezione della presente e a dare urgente riscontro all’ Unione Nazionale Consumatori. intraprendendo tutte le azioni legali necessarie a tutela dei diritti dei consumatori. 

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