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A Francesco ci va di scherzare con La Placa: riparte tormentone dimissioni e non solo

( di Gianni Stornello) – Quello che fino a questo momento si era spinto molto oltre era stato Paolo Sorrentino che nella fortunatissima serie televisiva The Young Pope raccontava di Papa Pio XIII, romano pontefice di un futuro più o meno prossimo.

Agenzie, siti e tv ci parlano in queste ore di qualcosa di molto più profetico.

È una “battuta” di Papa Francesco di cui è testimone diretto niente meno che il vescovo di Ragusa monsignor Giuseppe La Placa.

Nel corso di un’udienza privata avvenuta due giorni fa, il pastore ragusano aveva invitato il papa ai festeggiamenti del settantacinquesimo anniversario della fondazione della Diocesi di Ragusa, nel 2025.

Francesco, con uno dei suoi sorrisi, ha risposto che nel 2025 a Ragusa verrà Giovanni XXIV. Certo, un brivido corre lungo la schiena di tutti noi. Figuriamoci la reazione interiore di monsignor La Placa al sentire quelle parole.

La “battuta” è sicuramente ghiotta. E il vescovo di Ragusa, che è anche uomo di comunicazione (nel senso che è proprio giornalista, con tanto di iscrizione all’Ordine professionale) ne ha compreso l’impatto mediatico forte.

In queste ore il racconto del vescovo di Ragusa, riportato anche nel sito ufficiale della diocesi, gira alla grande, con i commenti del caso.

C’è chi parla di indiretta conferma delle voci di dimissioni di Francesco e chi, molto più profeticamente, della previsione della sua nascita al cielo (laicamente si chiama morte) entro appunto il 2025.

Non è la prima volta che un pontefice in carica faccia previsioni sulla sua successione.

Ricordiamo tutti il gesto di Paolo VI che nel 1972, in visita a Venezia, si tolse la stola papale mettendola al collo del patriarca di Venezia Albino Luciani che divenne Papa sei anni dopo col nome di Giovanni Paolo I, per un pontificato durato trentatré giorni.

Un’ultima annotazione: monsignor Loris Capovilla, storico segretario di Giovanni XXIII, aveva rivelato che Papa Bergoglio, appena eletto, valutò la possibilità di chiamarsi proprio Giovanni XXIV, per dare un segnale di cambiamento e di profonda riforma della Chiesa.

Optò per Francesco, con un messaggio ancora più profondo e rivoluzionario.

Gianni Stornello

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Redazione