COMISO – A trent’anni dalla scomparsa di Gesualdo Bufalino, la città di Comiso rinnova il legame con uno dei suoi figli più illustri attraverso la sesta edizione del festival “L’Ingegnere di Babele”, rassegna culturale promossa dalla Fondazione Gesualdo Bufalino. Dal 5 giugno al 5 luglio 2026, la città siciliana tornerà ad animarsi con un articolato programma di eventi dedicati alla letteratura, alla musica, al teatro e alle arti contemporanee.
Il festival, che prende il nome da uno dei racconti più emblematici dello scrittore, si propone di riflettere sui linguaggi del presente e sul valore della parola, mantenendo viva l’eredità culturale di Bufalino attraverso il dialogo tra discipline artistiche e sensibilità contemporanee.
Un’edizione particolarmente significativa, costruita nel segno della memoria e della sperimentazione, che vedrà la partecipazione di protagonisti del panorama culturale italiano come Giovanni Caccamo, Fabio Troiano e Fabrizio Bosso, chiamati a confrontarsi con il pensiero e l’attualità dell’opera bufaliniana.
«A trent’anni dalla scomparsa di Bufalino sentiamo ancora più forte la responsabilità di custodire e rilanciare il suo pensiero», ha dichiarato il presidente della Fondazione, Giuseppe Di Giacomo. «“L’Ingegnere di Babele” nasce proprio da questa esigenza: far dialogare la sua opera con i linguaggi contemporanei, coinvolgendo artisti, musicisti, attori e intellettuali capaci di restituirne l’attualità e la profondità».

Il titolo della manifestazione trae origine dal racconto “L’uomo invaso”, contenuto nell’omonima raccolta dello scrittore siciliano, e si conferma come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del territorio ibleo. L’edizione 2026 assume inoltre un valore simbolico particolare, poiché coincide con il trentesimo anniversario della morte dell’autore, avvenuta il 14 giugno 1996.
M. S.







