Ragusa, la migrazione giovanile al centro del convegno organizzato da ‘Ragusani nel Mondo’

2–3 minuti

“RESTARE o PARTIRE? La migrazione giovanile : analisi, esperienze e proposte” è questo il tema del convegno organizzato dall’Associazione Ragusani nel Mondo, che si svolgerà a Ragusa, il prossimo 16 maggio, presso la Chiesa della Badia.

Il flusso migratorio giovanile che, partendo dal nostro territorio, va verso i Paesi esteri o verso il nord dell’Italia, è una realtà che ha preso sempre più piede e costituisce un fenomeno dalle rilevanti conseguenze sia dal punto di vista demografico, sia da quello sociale ed economico.

I giovani dispongono spesso di un capitale umano più elevato, di migliori competenze linguistiche e digitali e sono disposti ad affrontare l’incertezza, percependo la migrazione come un investimento che può offrire migliori prospettive di vita.

E’ un flusso migratorio che si concentra soprattutto nella fascia di età 25-34 anni, una classe anagrafica caratterizzata dal completamento dei cicli di formazione avanzata e dalle prime scelte professionali.; questa fascia di età, poco importa  se costituita da “cervelli o braccia”, comunque da “talenti”, si affaccia al mondo del lavoro nel pieno della creatività e dell’entusiasmo.

Avviene quindi una vera e propria erosione della fascia più attiva della nostra popolazione, che, solo in minima parte, rientra nella nostra Comunità.

Appare giusto, quindi, interrogarsi su questa importante tematica per capire se per chi parte si tratta di un “distacco obbligato” e se per chi resta è una “occasione mancata”.

I lavori saranno aperti da una ampia relazione sulla migrazione giovanile della dott.ssa Delfina Licata, curatrice dell’annuale Rapporto Italiani nel Mondo per conto della Fondazione Migrantes della CEI.

Seguiranno alcune testimonianze di giovani che hanno scelto un lavoro all’estero o nel Centro Nord Italia, che racconteranno le opportunità e le difficoltà di questa loro scelta.

L’ultima parte del Convegno vedrà gli interventi dei responsabili delle più interessanti iniziative imprenditoriali del nostro territorio che hanno raccolto una importante sfida: non fermare la mobilità giovanile, ma cercare di rendere la Comunità ragusana un luogo attrattivo ove i giovani talenti possano liberamente scegliere di restare e progettare il proprio futuro.

Al Convegno hanno assicurato il proprio contributo di idee e progetti, il Comune e il Libero Consorzio di Ragusa, l’Ufficio Migrantes della Diocesi, l’ANCI Sicilia e il Centro per l’Impiego di Ragusa, oltre all’U.N.A.I.E., di cui l’Ass. Ragusani nel Mondo e’ parte attiva

Saranno coinvolte le realtà associative giovanili ragusane, l’Università e le Scuole, nonché le associazioni di categoria.

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Una risposta a “Ragusa, la migrazione giovanile al centro del convegno organizzato da ‘Ragusani nel Mondo’”

  1. Avatar biagio
    biagio

    Cinquant’anni fuori, e i problemi sono ancora tutti lì.

    Sono Biagio, un comisano che vive al Nord da più di cinquant’anni. Non intervengo per nostalgia: dopo mezzo secolo, la nostalgia serve a poco. Intervengo perché, guardando la Sicilia da lontano, vedo che i problemi che mi spinsero a partire allora sono ancora tutti sul tavolo, identici.
    A volte mi viene da pensare che in questi cinquant’anni non siamo emigrati solo noi giovani in cerca di lavoro: anche una parte della politica, locale e nazionale, sembra essersene andata e non essere più tornata, visto che le questioni fondamentali sono rimaste lì, ferme come le ho lasciate.

    Per questo apprezzo il vostro convegno: almeno qualcuno ha deciso di affrontare il tema con dati, testimonianze e idee. La fascia 25-34 anni – la più colpita secondo il Rapporto Migrantes – non può permettersi di aspettare altri cinquant’anni per vedere cambiare le cose.

    Ma permettetemi una nota civica, un po’ tagliente ma sincera.
    Questi convegni dovrebbe farli prima di tutto la politica, magari con un titolo semplice e onesto:
    “Cosa ci stiamo a fare se non siamo in grado di risolvere problemi che durano da mezzo secolo?”
    E con l’aggravante che siamo una Regione a statuto speciale: sulla carta più autonomia, più strumenti, più possibilità. Nella realtà, però, questa autonomia non si è tradotta in sviluppo, semplificazione, riforme, né in un sostegno concreto a chi vuole investire.

    Serve una politica all’altezza della situazione:

    che semplifichi davvero

    che faccia riforme vere

    che programmi con serietà

    che sostenga chi vuole investire, invece di ostacolarlo

    Perché senza un quadro normativo moderno, anche le migliori iniziative restano isole. E un territorio fatto di isole non trattiene nessuno.

    Ecco perché il vostro convegno è prezioso: perché almeno voi ci provate.
    Mettete insieme giovani, imprese, associazioni, istituzioni.
    Fate ciò che spesso la politica non fa: ascoltare, analizzare, proporre.

    E permettetemi di chiudere con un pensiero ai giovani.
    Dopo cinquant’anni fuori, il consiglio che posso dare è semplice: chi non può aspettare è giusto che scelga altre strade, per realizzarsi e per arricchire il proprio bagaglio professionale. Nessuno dovrebbe sentirsi in colpa per questo.

    Ma a chi può restare, a chi ha ancora energie e voglia di mettersi in gioco, dico una cosa con convinzione:
    buttatevi in politica, e fatela con la P maiuscola.
    Perché se la politica non cambia, non cambierà nulla del resto.

    Biagio

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