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Da Roma a Palermo passando per Modica un solo diktat: “ Abbate assessore non s’ha da fare”

Se le cose fossero andate come dovevano andare, ieri sera, sotto la Statua di San Giorgio, che ormai da tradizione viene “scesa” in occasione della Pasqua, ci sarebbe stato non un onorevole ma addirittura un assessore regionale e allora si che San Giorgio sarebbe stato definitivamente messo da parte per dare spazio al nuovo assessore. 

Ma tutto questo non è accaduto perché il rimpasto previsto a Palazzo d’Orléans, che secondo i piani di Renato Schifani avrebbe dovuto concludersi entro la fine di marzo, è rimasto sospeso. A Pasqua, la Democrazia Cristiana è ancora fuori dalla giunta regionale. E il suo rientro, che in un primo momento sembrava scontato, rischia ora di svanire. Lo riferisce anche il sito Ribera Notizie che in fatto di Democrazia Cristiana è sempre ben informato.

Pare che addirittura il veto nei confronti di Abbate arrivi da Roma, non dal Vaticano certamente visto che in questi anni l’on Abbate è stato molto generoso con la Chiesa, e le immagini di ieri lo dimostrano chiaramente visto che ormai è venerato più di un Santo, ma per la politica le sue macchie non si cancellano con l’indulgenza, il suo essere “indagato” per i fatti commessi quando era sindaco di Modica lo escludono dalla lista dei papabili. 

A pesare sul nome di Abbate sono le inchieste in corso relative al periodo in cui era sindaco di Modica. La prima riguarda la presunta truffa sui risarcimenti per la tromba d’aria del 2021, con indennizzi che sarebbero stati richiesti anche per aree agricole che non avrebbero subito danni. La seconda riguarda l’utilizzo dei fondi regionali per i buoni libro, in cui circa 472 mila euro vincolati, sarebbero stati spesi in modo difforme dalle finalità previste. Vicende che, al di là dell’esito giudiziario, rendono complicato per Schifani e per la coalizione difendere l’ipotesi di un ritorno dei cuffariani nell’esecutivo proprio nominando un indiziato di reato, anche se per tutti vale sempre la presunzione di innocenza. E tal riguardo si aspettano anche le decisioni relative agl’indagati, il Presidente dell’Assembla Regionale e di una assessora in carica, entramni di Fratelli d’Italia.

Sarebbe stato lo stesso Tajani, leader di Forza Italia che avrebbe fatto sapere ai suoi di non “aprire la porta” a nuovi indagati. Ma Tajani non è così lontano da Modica come potrebbe sembrare, non dimentichiamo il suo legame con Nino Minardo, quindi se la matematica non è un’opinione e due più due fa quattro ecco che il quadro è chiaro, e la non candidatura di Ignazio Abbate parte da Modica e dopo avere fatto un giro lungo arriva a Roma per rimbalzare di nuovo in Sicilia, esattamente a Palermo. 

Figuriamoci quindi se Schifani andrebbe contro il diktat di Tajani, e quello della famiglia Minardo, e così resiste alle pressioni di Abbate  per il suo ingresso in giunta anche se questo potrebbe costargli l’appoggio della Dc.

Ma in fondo la Dc è così forte come vuole fare credere (lo dicono i numeri in assemblea) oppure come l’ha definita Lombardo è abusiva? “La DC di adesso- ha dichiarato l’on Lombardo- si è appropriata della reale storia della DC, la Democrazia Cristiana quella vera non esiste più”.  E forse l’on Lombardo non ha tutti i torti a dire questo. La Dc quella vera non aveva bisogno di imporsi, la Dc quella vera teneva le redini del comando. Adesso invece si naviga a vista senza un vero leader al comando, un partito che invece di ricostruire la propria credibilità (e la cosa non è certo facile) è più preoccupata a mantenere spazi e sopratutto sembra non volersi liberare del proprio passato. In più di un’occasione, i dirigenti del partito hanno rivendicato con fierezza l’eredità politica di Cuffaro, presentandolo come un riferimento di identità e valori, nonostante le vicende giudiziarie.

Una fedeltà, però, che pesa come un marchio.

Errore che non ha fatto per la verità IgnazioAbbate, il quale invece ha sempre tenuto le distanze cercando di liberarsi da questa macchia ma nemmeno questo è servito perché di macchie ad Abbate bastano le sue. Ed in questo caso non è stato nemmeno fortunato, lui che della fortuna ha fatto la sua carriera politica visto che in questo momento si cercano politici senza macchia cosa oggettivamente difficile ma non impossibile; basterebbe guardarsi bene intorno e magari pensare a qualche nome del passato che però potrebbe ridare credibilità a questo governo. 

Staremo a vedere intanto l’on.e Ignazio Abbate si “accontenta” di essere venerato come un Santo a Modica, e non solo visto che ha fatto la sua apparizione anche ad Ispica, ma si sa che mischiare sacro e profano a volte può essere controproducente, la gente infatti inizia ad essere infastidita dalla sua ingerenza sopratutto “religiosa”, ma soprattutto questa ingerenza potrebbe dare fastidio direttamente ai piani alti e per piani alti non intendiamo quelli religiosi…

(atat)

Dc, Nino Minardo, Raffaele Lombardo, renato schifani, Tajani

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