COMISO – Una riflessione articolata e contemporanea sul tema dell’abitare è al centro della mostra “Corpi, case, città”, che riunisce le opere degli artisti Salvatore Fratantonio e Pippo Pace.
L’esposizione propone un percorso che indaga le forme della città, le sue funzioni e il rapporto profondo tra spazio urbano e bisogni dell’uomo.
Attraverso linguaggi e sensibilità differenti, i due autori offrono una lettura complementare del contesto urbano, affrontando temi legati non solo alla dimensione fisica dell’abitare, ma anche ai significati culturali, sociali ed emotivi che gli spazi assumono nel tempo. Ne emerge un dialogo artistico che stimola interrogativi attuali sulle trasformazioni delle città e sulle nuove esigenze dell’abitare contemporaneo.

L’iniziativa è promossa dall’Inner Wheel Vittoria-Comiso, in collaborazione con i Club Unesco, la Pro Loco e il Cenacolo culturale di Comiso, realtà attive nella valorizzazione del territorio e nella diffusione della cultura.
La mostra si svolge con il patrocinio del Comune di Comiso e del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, a conferma dell’attenzione istituzionale verso iniziative culturali di qualità.
L’inaugurazione è in programma per il 21 marzo 2026 alle ore 18, presso l’Auditorium Carlo Pace. L’ingresso è libero e sarà disponibile in sede il catalogo della mostra.
M. S.







Cosa dicono i lettori
Partecipa alla discussione e fai parte della community
Una risposta a ““Corpi, case, città”: l’abitare in mostra a Comiso con opere di Salvatore Fratantonio e Pippo Pace”
«La mostra “Corpi, case, città” arriva in un momento in cui il tema dell’abitare è più fragile che mai. Le opere di Salvatore Fratantonio e Pippo Pace, intense e profondamente umane, ci ricordano che la città dovrebbe essere un luogo da vivere, non soltanto da attraversare.
Oggi, purtroppo, molti centri urbani e paesi sembrano perdere la loro anima: la paura generata da fatti delittuosi, la rarefazione degli spazi di incontro e la frenesia quotidiana rendono i luoghi sempre meno vissuti e sempre più “di passaggio”.
In questo contesto, la bravura pittorica dei due artisti diventa decisiva. La qualità del tratto, la sensibilità cromatica e la profondità dello sguardo non sono semplici virtuosismi: sono strumenti che permettono al pubblico di entrare più a fondo nella riflessione proposta, di percepire con maggiore chiarezza il legame tra corpo, casa e città.
Il loro lavoro possiede uno spessore culturale raro: non si limita a rappresentare, ma apre domande, restituisce dignità allo spazio vissuto e invita a ripensare il nostro modo di abitare il presente.
L’obiettivo, in fondo, è anche quello di ritornare a convivere città e paesi, recuperando fiducia e lasciandoci alle spalle preoccupazioni a volte esagerate, per riscoprire la bellezza dei luoghi e delle relazioni che li animano.» Un saluto da Biagio