Il Partito Democratico di Modica accusa l’amministrazione comunale di immobilismo nella gestione del dissesto finanziario.
A dirlo è il segretario Francesco Stornello che parla apertamente di ritardi ingiustificabili, mancanza di programmazione e promesse senza copertura economica mentre la città, secondo il Pd, continua a pagare il prezzo di una situazione finanziaria ancora senza una direzione chiara.
Francesco Stornello punta il dito contro quello che definisce un “bilancio fantasma”. Secondo quanto sostiene il Partito Democratico, a nove mesi dalla nomina dell’Organismo straordinario di liquidazione, avvenuta il 5 giugno 2025, e a oltre un anno dalla dichiarazione di dissesto, l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato non sarebbe ancora arrivata in Consiglio comunale.
Una situazione che, sempre secondo Francesco Stornello, costringerebbe l’ente a lavorare ancora in esercizio provvisorio utilizzando come riferimento il bilancio del 2022, con una gestione limitata alle spese essenziali e senza una vera programmazione. Nel documento si parla anche del mancato risultato legato a possibili interventi normativi nazionali che avrebbero potuto alleggerire la situazione finanziaria, ipotesi che però non si sarebbe concretizzata.
Critiche anche sul fronte dei debiti. Il Pd evidenzia come i termini per l’insinuazione nella massa passiva risultino già scaduti nel 2025 e come, nonostante la definizione dei criteri di pagamento da parte dell’Osl con percentuali del 60 per cento per i creditori ordinari e del 100 per cento per i dipendenti, non risulterebbero ancora attivate le procedure necessarie per reperire le somme. Tra queste vengono indicati la mancata alienazione di beni comunali e l’assenza di atti su eventuali mutui o utilizzo di avanzi di amministrazione.
Il riferimento alla conferenza stampa della sindaca di gennaio
Il tema del dissesto era stato al centro anche della conferenza stampa del 15 gennaio quando la sindaca Maria Monisteri aveva illustrato il quadro complessivo della situazione economica del Comune. In quella occasione era emerso come la massa passiva accertata fosse di circa 80 milioni di euro, cifra legata alle richieste ammesse nella procedura straordinaria di liquidazione.
La sindaca Maria Monisteri aveva inoltre spiegato il percorso tecnico previsto per arrivare al risanamento dei conti, indicando come orizzonte temporale il 2028 per l’uscita dalla fase di dissesto. Tra i passaggi ricordati anche il lavoro dell’Organismo straordinario di liquidazione per la verifica delle posizioni debitorie e la definizione delle transazioni con i creditori, oltre alla necessità di approvare il bilancio riequilibrato come passaggio centrale per il ritorno alla normalità contabile.
Nella stessa occasione era stato anche chiarito che la situazione economica avrebbe continuato a incidere sulla capacità di spesa dell’ente e sulla possibilità di avviare nuovi interventi, almeno fino alla definizione completa della procedura.
Le polemiche sulla commissione di inchiesta
Nel comunicato il Pd solleva anche una questione politica relativa alla futura commissione di inchiesta sul dissesto. Francesco Stornello parla di una scelta che rischierebbe di trasformare l’organismo in una struttura auto assolutoria e contesta l’ipotesi della presidenza affidata, secondo il partito, a figure che avrebbero avuto responsabilità politiche nelle passate gestioni amministrative.
Nella nota viene inoltre espressa solidarietà alla consigliera Ivana Castello, indicata come una delle poche voci critiche degli ultimi anni sulla situazione finanziaria del Comune.
Il Partito Democratico chiede infine la presentazione immediata del bilancio riequilibrato, l’attivazione delle misure per recuperare le risorse necessarie al pagamento dei debiti e maggiore chiarezza sulla composizione della commissione di inchiesta.
(czcz)






