In conferenza stampa il primo cittadino ha illustrato il percorso di liquidazione e le somme ancora da quantizzare: i debiti fuori bilancio e il disavanzo di gestione
La massa passiva che oggi pesa per oltre 80 milioni di euro sul Comune di Modica affonda le sue radici negli anni precedenti, durante la sindacatura di Ignazio Abbate. Un fardello che il sindaco Maria Monisteri ha più volte definito come un peso da debellare e che, proprio oggi, entra finalmente nella fase che potrà portare alla sua estinzione.
È da questo presupposto che il sindaco, Maria Monisteri, affiancata da tutta la giunta al completo, ha aperto la conferenza stampa di questo pomeriggio a Palazzo San Domenico, illustrando i contenuti della delibera n. 8 approvata dalla Commissione Straordinaria di Liquidazione il 13 gennaio , l’atto che certifica l’entità della massa passiva e propone l’adesione alla procedura semplificata di liquidazione. Un passaggio che, secondo il sindaco, consente di affrontare in modo strutturato e definitivo una eredità finanziaria che ha condizionato per anni l’azione amministrativa dell’ente.
Il documento, firmato dal presidente Giuseppe Sapienza e dai componenti Giovanni Torre e Giuseppe Bartorilla, propone ufficialmente alla Giunta comunale l’adesione alla procedura semplificata di liquidazione prevista dall’articolo 258 del Testo unico degli enti locali. Un atto formale che arriva al termine del lavoro di accertamento della massa passiva e che segna un passaggio chiave nella gestione del dissesto.
La delibera certifica che, alla data del verbale, sono pervenute al protocollo dell’ente 387 istanze di insinuazione alla massa passiva per un valore complessivo di 80.121.494,36 euro. Numeri che, ha sottolineato il sindaco, consentono oggi di avere una base certa e documentata su cui lavorare, dopo mesi di istruttoria.
Cosa prevede la procedura semplificata
Nel corso della conferenza stampa, Maria Monisteri ha spiegato nel dettaglio il contenuto della procedura semplificata richiamata dalla delibera. L’Organo Straordinario di Liquidazione potrà formulare proposte transattive ai creditori offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40 e il 60 per cento del debito ammesso alla massa passiva.
Una volta accettata la proposta dal creditore, il pagamento dovrà avvenire entro 30 giorni. La procedura, come specificato nell’atto, non si applica ai debiti relativi alle retribuzioni per prestazioni di lavoro subordinato, che restano liquidabili per intero. La scelta della percentuale rientra nella competenza dell’OSL, mentre la parte politica è chiamata a garantire le risorse necessarie.
Il sindaco ha ribadito che il termine fissato per la presentazione delle istanze di ammissione alla massa passiva non è perentorio e ha invitato altri cittadini, imprese e soggetti che vantano crediti nei confronti del Comune, anche risalenti ad anni fa, a presentare richiesta. Anche se un primo avviso era stato pubblicato nel luglio 2025 con successive proroghe, resta ancora la possibilità di presentare istanze di insinuazione, un chiarimento che Maria Monisteri ha voluto rimarcare per evitare allarmismi e consentire a tutti i creditori di far valere le proprie posizioni.
Allo stesso tempo, ha precisato che la valutazione delle singole pratiche, così come eventuali esclusioni, rientra esclusivamente nella competenza dell’Organo Straordinario di Liquidazione, che opera in piena autonomia rispetto all’amministrazione comunale.
Le risorse già accantonate dal Comune
Un passaggio importante della conferenza stampa ha riguardato la capacità dell’ente di sostenere la fase di liquidazione. Maria Monisteri ha ricordato che, già prima della dichiarazione di dissesto, l’amministrazione aveva iniziato ad accantonare tutte le somme di competenza degli anni precedenti, vincolandole per l’OSL.
Ad oggi, le risorse accantonate superano i 10 milioni di euro. La delibera n. 8 prevede espressamente che, in caso di accoglimento della proposta, il Comune si impegni a mettere a disposizione della Commissione Straordinaria di Liquidazione le risorse finanziarie liquide necessarie a finanziare le richieste.
La risposta alle critiche di Abbate
Nel corso della conferenza stampa, Maria Monisteri ha risposto ancora una volta alle critiche lanciate dall’ex sindaco di Modica Ignazio Abbate, oggi deputato regionale della Democrazia Cristiana, ribadendo la propria versione dei fatti. Abbate ha più volte contestato la scelta di dichiarare il dissesto, sostenendo che sia stata accettata troppo velocemente e senza valutare strade alternative.
Abbate lo ricordono in molti, prima di lasciare il Comune che aveva amministrato per nove anni, aveva assicurato la neo eletta Maria Monisteri: il Comune di Modica è in salute e la situazione economico-finanziaria è tranquilla. Ora si apprende che non era proprio così, anzi, come sostenevano in molti, era indebitato fino al collo. Per matenere la sua linea, sempre Abbate, dopo la dichiarazione del dissesto, aveva annunciato una conferenza stampa per dare i suoi chiarimenti, ma questa promessa non l’ha mai mantenuta.
Monisteri ha respinto l’accusa di improvvisazione, sottolineando che la dichiarazione di dissesto è stata un atto di responsabilità e non di “fifa”, come definito da alcuni consiglieri in Consiglio comunale. I problemi, ha ammesso, erano noti da anni, ma proprio per questo la scelta è stata quella di fermare una situazione che non era più sostenibile, affrontandola con trasparenza e numeri alla mano.
Il dissesto ha segnato una frattura politica con Ignazio Abbate. La sindaca ha rivendicato il lavoro quotidiano svolto sulla crisi finanziaria dell’ente senza venir meno all’impegno dell’amministrazione nel costruire un percorso di risanamento e di futuro per la città.
Servizi, entrate e rapporto con i cittadini
Il sindaco ha rivendicato la scelta di ridurre la spesa mantenendo però i servizi essenziali e, in alcuni casi, andando anche oltre. Monisteri ha ringraziato i cittadini per l’aumento della percentuale di pagamento dei tributi locali, parlando di un cambio di passo che ha sorpreso la stessa amministrazione.
Dal suo insediamento, ha aggiunto, il Comune è riuscito a più che raddoppiare gli introiti grazie alla lotta all’evasione fiscale e alle operazioni di alienazione di immobili non strategici. Azioni che hanno consentito di rafforzare la liquidità dell’ente in una fase particolarmente delicata.
Maria Monisteri ha annunciato che entro la fine del mese sarà convocata un’altra conferenza stampa per affrontare tutte le altre componenti del dissesto che oggi non sono state trattate. Oltre alla massa passiva, restano infatti da chiarire voci come i debiti fuori bilancio e il disavanzo di amministrazione.
Numeri che, sommati a quelli illustrati oggi, porterebbero il quadro complessivo a cifre quasi triplicate rispetto agli attuali 80 milioni. Un passaggio che il sindaco ha definito necessario per restituire ai cittadini una visione completa della situazione finanziaria dell’ente.
Allo stato delle cose, cioè partendo dalla massa passiva, qualcuno si deve rendere conto e prendere coscienza che all’economia cittadina mancheranno quasi 40 milioni, perchè si perderanno per effetto delle transazioni che verranno operate dall’Organo Straordinario di Liquidazione.
Se non è dissesto questo, cos’è?
(czcz)







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Una risposta a “Modica, il sindaco mostra le carte del dissesto: 80 milioni di massa passiva, ma è un primo assaggio”
Grazie On. Abbate per i debiti che ci ha lasciato!