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Il grido dei Vescovi di Sicilia: solidarietà a Monsignor Lorefice e difesa dell’umanità

La Chiesa siciliana si stringe con forza attorno a Monsignor Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo e delegato per le migrazioni, facendosi scudo contro l’ondata di attacchi verbali e insulti che lo ha travolto negli ultimi giorni.

Attraverso una nota ufficiale firmata da Monsignor Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, i presuli dell’Isola hanno voluto ribadire che la voce di Lorefice non è quella di un uomo isolato, ma l’espressione corale di una Chiesa che non intende abdicare al proprio ruolo di custode della dignità umana.

Le parole di Mons. Lorefice hanno scatenato reazioni avverse

La vicenda trae origine dalle parole cariche di dolore pronunciate dall’Arcivescovo di Palermo in occasione di una preghiera per le vittime del Canale di Sicilia. Lorefice aveva parlato di “martoriate acque del Mare Nostro”, denunciando il silenzio e le scelte politiche che trasformano il Mediterraneo in un cimitero liquido.

Queste affermazioni hanno scatenato sui social network una reazione violenta, con commenti che spaziano dall’accusa di fare politica a insulti diretti alla figura di Papa Francesco, fino a definire “comunista” l’operato del clero impegnato nell’accoglienza.

Il sostegno della CESI

Nella sua replica, Monsignor Raspanti chiarisce che non esiste alcuna separazione tra l’annuncio del Vangelo e la difesa degli ultimi. Richiamando il magistero di Papa Francesco, a partire dal suo storico viaggio a Lampedusa nel 2013, e guardando all’attuale guida di Papa Leone XIV, la CESi sottolinea come la domanda biblica “Dov’è tuo fratello?” non sia un vezzo ideologico ma un interrogativo che interpella ogni credente e ogni uomo comune. Per i vescovi siciliani, l’indifferenza di fronte alle stragi in mare non è neutralità, bensì una forma di acquiescenza che rischia di diventare complicità.

Il documento della Conferenza Episcopale analizza con preoccupazione l’aggressività delle reazioni pubbliche, interpretandole come un preoccupante campanello d’allarme per la tenuta civile della società. Se un richiamo alla fraternità e al valore della vita umana suscita odio, significa che è in atto un processo di smarrimento del senso di umanità. La Chiesa siciliana sceglie dunque di non arretrare, confermando che ogni corpo restituito dal mare rappresenta una denuncia silenziosa ma potente contro una propaganda che calpesta i diritti fondamentali sanciti anche dagli organismi internazionali.

Sostegno del mondo civile e politico

A sostegno dell’Arcivescovo sono giunte anche numerose voci dal mondo civile e politico. Esponenti del Partito Democratico, di Rifondazione Comunista e rappresentanti sindacali della CGIL hanno espresso vicinanza a Lorefice, evidenziando come le parole sprezzanti rivolte al prelato siano il sintomo di una visione del Paese basata sulla sopraffazione e sul suprematismo. In questo clima di tensione, l’appello finale dei Vescovi è un invito a ristabilire la fraternità e l’amicizia sociale, affinché la giustizia possa tornare ad abitare il mondo e il grido di chi cerca pace e libertà non cada mai più nel silenzio.

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