Vittoria, Bascietto di nuovo nel mirino: “Colpito il giornalista, rinviati i problemi della città”

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A Vittoria il confronto tra politica e informazione si fa sempre più aspro. A riaccendere la polemica è un lungo post pubblicato da Giuseppe Bascietto, giornalista antimafia, che denuncia quello che definisce l’ennesimo attacco istituzionale nei suoi confronti.

Secondo il cronista, ancora una volta il Consiglio comunale e una parte della maggioranza avrebbero scelto di concentrare l’attenzione non sui fenomeni mafiosi e criminali che attraversano la città, ma su chi quei fenomeni li racconta pubblicamente.

Bascietto parla apertamente di una responsabilità politica diretta, chiamando in causa la presidente del Consiglio comunale e il gruppo della Democrazia Cristiana che la sostiene. Nel mirino del giornalista c’è la seduta del 16 gennaio, convocata per l’approvazione del bilancio, che a suo giudizio avrebbe dovuto affrontare le vere urgenze della città e che invece si sarebbe trasformata in un attacco personale nei suoi confronti.

Il Consiglio comunale e l’accusa di uso distorto dell’istituzione

Nel suo intervento, Bascietto sostiene che il Consiglio sia stato consapevolmente piegato a un regolamento di conti politico. Non un dibattito degenerato, ma una gestione dell’aula che avrebbe messo il giornalista al centro come bersaglio simbolico, mentre il bilancio e le emergenze sociali venivano rinviate. Una scelta che, secondo il cronista, manda un messaggio preciso: prima colpire chi disturba, poi – se resta tempo – amministrare.

Il rinvio della seduta e lo slittamento del bilancio diventano, in questo racconto, la prova finale di una scala di priorità rovesciata. Bascietto parla di un’istituzione usata male, trasformata da luogo di decisione in strumento di intimidazione politica, con un danno che non riguarda solo lui ma la credibilità stessa del Consiglio comunale.

Delegittimazione e clima ostile verso l’informazione

Uno dei passaggi più duri del post riguarda il tentativo di delegittimazione del lavoro giornalistico. Bascietto distingue nettamente tra la critica politica e l’uso del ruolo istituzionale per colpire una persona. Quando la messa in discussione non arriva dai social ma dall’aula consiliare, scrive, il problema diventa democratico e civile, perché il messaggio che passa è che chi indaga e denuncia può essere isolato e reso sospetto.

Il giornalista analizza anche l’intervento della Democrazia Cristiana, leggendo quelle parole come un’operazione politica finalizzata non a smentire fatti o entrare nel merito delle inchieste, ma a colpire il messaggero. Termini come “legittimazione”, “monito” e “tutela dell’immagine” vengono interpretati come segnali di un potere che non risponde sui contenuti, ma tenta di screditare chi li porta alla luce.

Il filo che porta al 6 gennaio

Il post di oggi si inserisce in una vicenda iniziata il 6 gennaio scorso, quando scoppiò il caso della convocazione di un Consiglio comunale pensato inizialmente per discutere delle critiche mosse da Bascietto. Dopo le proteste politiche e civiche, l’ordine del giorno venne prima modificato con l’aggiunta di un punto sulla criminalità organizzata e poi completamente annullato. Un doppio passo indietro che lo stesso giornalista aveva definito “una toppa peggio del buco”, perché aveva restituito l’immagine di una politica confusa proprio sui temi più sensibili.

A distanza di pochi giorni, la frattura appare tutt’altro che ricomposta. Anzi, il nuovo intervento di Bascietto racconta di una tensione ancora più alta, in cui il confine tra dialettica democratica e uso distorto delle istituzioni sembra sempre più sottile. In una città segnata da arresti, intimidazioni e allarmi criminali, il rischio – secondo il cronista – è che il bersaglio non diventi chi esercita il potere mafioso, ma chi prova a raccontarlo.

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Una risposta a “Vittoria, Bascietto di nuovo nel mirino: “Colpito il giornalista, rinviati i problemi della città””

  1. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Ai fatto benissimo cotinua cosi’.

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