La lettera alla Befana che mette sotto accusa Comune e Curia sul cimitero di Modica

3–5 minuti

Una lettera amara, ironica solo in apparenza, ma soprattutto carica di rabbia civile e di richieste rimaste senza risposta. È quella inviata alla redazione dallo studioso ed ex professore modicano Piergiorgio Barone, che ha scelto la metafora della Befana per rivolgersi direttamente alle massime autorità cittadine e religiose.

Al centro della sua denuncia, ancora una volta, la vicenda delle colombaie interdette da oltre dodici anni al Cimitero Monumentale di Modica e il silenzio che, secondo Barone, continua ad avvolgere decisioni e responsabilità.

Barone spiega di scrivere non a titolo personale, ma a nome di centinaia di cittadini e dei parenti dei defunti che da anni chiedono chiarezza, sicurezza e rispetto. Nella lettera vengono sollecitate spiegazioni sugli esiti dell’incontro tra Comune, Prefettura e Curia, mai resi noti ai diretti interessati, e avanzata la richiesta di un intervento straordinario della Regione Siciliana per la messa in sicurezza delle strutture cimiteriali pericolanti.

La lettera di Piergiorgio Barone

SIGNORA BEFANA TI CHIEDO UNA CORTESIA

Caro Babbo Natale, sei già volato via e dunque affido a te cara Befana il compito di recapitarmi, mentre giri sulla tua vecchia e logora scopa, questa letterina indirizzata congiuntamente alla signora sindaca Maria Monisteri Caschetto e all’assessore Saro Viola del Comune di Modica ed inoltre al vescovo di Noto mons Rumeo.

Lo faccio a costo di sembrare irriverente, ma, ripetendo una frase del grande scrittore latino Terenzio, “sono un uomo e nulla di ciò che è umano mi è estraneo”.

Cari Voi tutti AUCTORITATES,
mi rivolgo a Voi non da bambino che attende la calza coi doni, ma da padre, nonno e soprattutto da cittadino.

Voi siete l’espressione umana e istituzionale più importante per la vita sociale, culturale, amministrativa e religiosa della nostra città. Siete quei soggetti pre posti, cioè prima di tutti, per capire ed esaudire i bisogni di tanti cittadini, specie di quelli che purtroppo per status non vengono tenuti in considerazione, perché non parlano, non si raccomandano, non hanno voce. E purtroppo questi cittadini non hanno quasi mai risposte.

Il silenzio sulle colombaie chiuse

La filosofia virgiliana del “Non ti curar di loro, ma guarda e passa” nella politica regna sovrana. Anche Voi spesso la utilizzate, come nel caso di cui vi metto al corrente, ma che ben conoscete.

Lo abbiamo constatato nel caso delle colombaie interdette da 12 anni al Cimitero Monumentale. Per questo caso vi ricordo che abbiamo raccolto firme, fatto anche petizioni online, richieste di incontri a voi Autorità Amministrative di Modica per anni e con mia lettera aperta e messaggi al Vescovo di Noto nel febbraio 25, quasi un anno fa.

Ma ci sono voluti otto mesi solo per fissare e realizzare un incontro tra voi e il Prefetto di Ragusa. E però, giunti a questa data e incontro? Silenzio. Bocche cucite, dicono i giornali.

Domande senza risposta

Cosa vi siete detti, quali decisioni sono state prese? Qualcosa la sappiamo da dichiarazioni alla stampa, da risposte consiliari ad interrogazioni, ma mi chiedo ancora chi credete di essere, care AUCTORITATES, se colui il quale ha perorato tanto da anni e mesi con raccolta firme, petizioni, denunce sui media, alla fine non viene chiamato da voi per conoscere lo stato dei fatti.

Quando dico io, intendo le centinaia di persone che mi spingono a far conoscere e agire per la soluzione del problema. E aggiungo anche la memoria viva delle migliaia di defunti nostri parenti.

La richiesta di un intervento regionale

Tutto ciò quando invece si potrebbe, anche con l’intervento dell’onorevole, stanziare un fondo straordinario regionale per la sicurezza cimiteriale, riservato ai Comuni che abbiano già adottato ordinanze di pericolo e di transennamento e che abbiano accertato in modo trasparente che i concessionari non sono reperibili.

La Regione Siciliana certamente può intervenire normativamente e finanziariamente. Può adottare una legge speciale o un articolo nella legge di stabilità che consenta ai Comuni di utilizzare fondi regionali per la messa in sicurezza di aree cimiteriali pericolanti anche se di proprietà privata o in concessione, a condizione che sia per la tutela della pubblica incolumità e igiene pubblica.

Grazie cara signora Befana per la cortesia che potrai usarmi, non dimenticando che nella calza del camino per queste tre auctoritats assieme a questa letterina, metta anche dei carboni. Niente dolci.

Il carbone può aiutare loro a capire la nostra amarezza ed il colore del nostro cuore nel pensare alla mancata dignità verso i nostri cari morti.

Piergiorgio Barone
A nome di migliaia di cittadini modicani parenti dei defunti dimenticati.

(czcz)

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3 risposte a “La lettera alla Befana che mette sotto accusa Comune e Curia sul cimitero di Modica”

  1. Avatar Giovanni Nicastro
    Giovanni Nicastro

    Caro Piergiorgio credo che il problema potrebbe essere l’asso nella manica della prossima campagna elettorale del già deputato. Per un parrocchiano di Dio, resuscitare i morti, in questo caso i loro parenti potrebbe costituire una strategia elettorale vincente.

  2. Avatar Meno Rosa
    Meno Rosa

    Giovanni Nicastro non è un bel suggerimento il tuo anche perchè ignora le origini del male ed il peccato originale!

  3. Avatar Marisa
    Marisa

    Solo una parola….VERGOGNA

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