Da Ispica a Pozzallo, il copione dell’on Abbate: si tenta la sfiducia per far fuori gli avversari
Sembra quasi che in provincia qualcuno abbia scritto un copione da mettere in atto nelle varie amministrazioni comunali per far fuori i possibili avversari con armi, diciamo che, con la politica hanno poco a che fare, almeno con quella seria.
Cosa ci spinge a dire questo? I fatti che analizziamo ogni giorno e che vengono confermati dalle parole di Pino Asta candidato a sindaco alle future amministrative di Pozzallo che sui social racconta quello che sta accadendo nella sua città.
La situazione di Pozzallo dal punto di vista di Pino Asta
Vi racconto una storia vera che si sta consumando in questi giorni a Pozzallo. La scrivo perché resti agli atti, a futura memoria.
Da mesi è in atto un’operazione politica precisa: una parte del Consiglio comunale, con il sostegno di aree politiche chiaramente orientate più alla manovra che all’interesse pubblico, sta tentando di far cadere il Sindaco Roberto Ammatuna e la sua Amministrazione attraverso una mozione di sfiducia che azzererebbe l’intera esperienza amministrativa.
Che negli ultimi mesi siano stati commessi molti errori dalla Amministrazione è un dato di fatto, in quasi tutti i campi, dal turismo al bilancio, dall’intrattenimento allo sviluppo sostenibile.
Alcuni sono stati evidenti, altri difficili da giustificare. Ma è altrettanto evidente che questa iniziativa (la Mozione di Sfiducia) non nasce da una valutazione seria e responsabile dell’azione amministrativa (ancorchè fiacca e stagnante), bensì da calcoli politici di breve periodo e dalla volontà di colpire, indebolendolo, uno dei possibili protagonisti (a mio parere ) della competizione elettorale del 2027, Raffaele Monte.
Colpisce, e non poco, che tra i principali promotori di questa operazione vi sia anche chi è stato per anni persona di fiducia del Sindaco e oggi ricopre il ruolo di Presidentessa del Consiglio Comunale (a mio parere prossima candidata a sindaco): una scelta che segna una frattura politica profonda e che i cittadini sapranno valutare.
A tutto questo dico con chiarezza: BASTA!! Basta con le manovre di palazzo, basta con i giochi di posizionamento, basta con l’uso strumentale delle istituzioni.
Pozzallo non ha bisogno di crisi pilotate né di regolamenti di conti interni. Ha bisogno, negli ultimi 14 mesi di mandato, di serietà, responsabilità e lavoro concreto per la città in crescita ma zeppa di problemi irrisolti.
Il giudizio politico deve tornare dove appartiene: nelle urne. Nel 2027 ci confronteremo tutti, me compreso, alla luce del sole, davanti ai cittadini, che avranno il diritto di scegliere chi ha dimostrato di saper amministrare (o programmare) e chi, invece, ha preferito dedicarsi esclusivamente alla destabilizzazione di una città che ha bisogno di serenità”
Pozzallo come Ispica e Modica?
Quello che dice Pino Asta su Pozzallo potremmo benissimo riportarlo ad Ispica e anche a Modica. Il disegno è chiaro così come colui che lo ha pensato e che adesso vorrebbe metterlo in atto per conquistare più comuni possibili.
Dietro infatti la Presidente del Consiglio Comunale di Pozzallo Quintilia Celestri c’è l’on Ignazio Abbate e questo non è certo un segreto per nessuno in quanto la stessa Celestri ha aderito alla Dc di Cuffaro e di conseguenza di Abbate.
Lo stesso personaggio dietro al Presidente del Consiglio Comunale di Ispica Titta Genovese il cui voto è stato determinante per la votazione della mozione di sfiducia al sindaco Leontini.
Anche a Modica si è parlato di mozione di sfiducia alla Monisteri. Qui sfortunatamente per lui l’on Abbate non può contare sulla figura della Presidente del Consiglio Mariacristina Minardo ma sui numeri del consiglio, ma forse la situazione non è ancora ben matura per farlo.
Queste le situazioni più eclatanti ma anche negli altri comuni dove sta cercando di insinuarsi il nostro onorevole, la situazione politica è al quanto instabile.
Il deputato regionale modicano segue il motto “Dividi et impera” ovvero la strategia usata dai romani di dividere i nemici o i sudditi per indebolirli e governarli più facilmente.
Bisognerà capire però se questa strategia funzionerà davvero o sarà che forse ha paura di rimettere il suo operato nelle mani degli elettori e di ritrovarsi improvvisamente senza quella valanga di voti che lo portò alla Regione?
Eppure dovrebbe avere fede e non disperare l’on Abbate, visto (come si dice) che avrà anche perso il consenso di una parte dei suoi elettori ma ha dalla sua, certamente, quello divino visto le numerose “donazioni” effettuate alla chiese modicane e non solo che certamente gli hanno fatto guadagnare un posto nel regno dei cieli anche se lui pretendeva molto meno visto che si sarebbe accontentato di un posto di Assessore regionale nella giunta Schifani ma si sa nella vita non si può avere tutto…
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Meno Rosa
Pino Asta secondo me state sopravvalutando le capacità politiche dell’On.Ignazio Abbate il quale non è in grado di concepire certe strategie politiche che appartengono a ben altre menti che appartengono a ben altre province!