Il piano anti dissesto prende forza, altri Comuni dicono sì alla proposta CGIL

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cresce il fronte dei Comuni che sostengono la proposta della CGIL per fermare la spirale del dissesto, con anticipazione di liquidità e stop agli interessi, ora l’attesa è tutta su Roma.

Il sostegno istituzionale alla proposta della CGIL per affrontare le difficoltà finanziarie dei Comuni in dissesto si consolida e si espande, con nuove adesioni in provincia di Ragusa. Il sindacato mette insieme, nello stesso nodo, la salvaguardia dei servizi essenziali e dell’occupazione negli enti locali, e la stabilità dei conti comunali, un legame che adesso trova sempre più sponde nelle amministrazioni. In questo quadro arrivano le adesioni dei Comuni di Ispica e Monterosso Almo, mentre a Modica il Consiglio comunale ha approvato una deliberazione specifica a sostegno dell’iniziativa.

Giarratana pronta a formalizzare, l’iniziativa va oltre l’area iblea

Anche il Comune di Giarratana sostiene la proposta e la formalizzerà in queste ore. La CGIL parla di un percorso condiviso che non riguarda solo l’area iblea, ma che viene indicato come modello per tutti i Comuni siciliani, con l’obiettivo di spezzare una catena di problemi che, partendo dal debito, finisce per riflettersi sui servizi e sulla vita quotidiana dei cittadini, e pure sulle piccole cose di ogni giorno.

Mannino: sette Comuni su dodici in affanno nel Ragusano

Nel quadro tracciato dalla CGIL, il segretario della Cgil Sicilia Alfio Mannino e il segretario della Cgil Ragusa Giuseppe Roccuzzo mettono sul tavolo numeri pesanti: sette Comuni su dodici della provincia di Ragusa sono in stato di dissesto o pre dissesto, mentre in tutta la Sicilia il problema riguarda complessivamente 120 amministrazioni locali. “E’ un problema grave che rischia di compromettere il tessuto sociale ed economico dell’intera Regione”, sostengono, spiegando di avere scritto ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia per chiedere “una norma, nell’ambito della legge di bilancio, che consenta agli enti di accedere a strumenti per potere disporre della liquidità necessaria a far fronte alla massa debitoria, evitando che gli interessi lievitino”.

Per i Comuni fino a 60 mila abitanti in dissesto o che non sono nelle condizioni di rispettare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, la CGIL propone una erogazione di risorse per il tramite di Cassa Depositi e Prestiti, a totale copertura della massa debitoria e comunque fino a un importo complessivo di 150 milioni di euro. Per Cgil Sicilia e Cgil Ragusa, infatti, “è la mancanza di liquidità ad accrescere le difficoltà per gli enti nel procedere a un rapido riequilibrio dei conti”.

“È evidente, affermano i due esponenti sindacali, che lo strumento attualmente previsto del dissesto finanziario non rappresenta più una soluzione efficace”, soprattutto perché diversi Comuni, dopo un primo dissesto, si ritrovano nuovamente, e in alcuni casi reiteratamente, nelle condizioni di partenza, se non peggiori. La CGIL aggiunge un altro dato che fotografa la fatica: su 74 enti locali che hanno deliberato in Sicilia il dissesto finanziario, oltre il 54%, cioè 40 enti, non è riuscito ad approvare in Consiglio comunale l’Ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato, segno di quanto sia difficile riportare l’ente in bonis nel periodo quinquennale previsto dal tuel.

Servizi essenziali, stipendi e imprese, la ricaduta arriva subito

Secondo la CGIL, i Comuni in queste condizioni “hanno difficoltà a erogare servizi essenziali per i cittadini e a erogare gli stipendi”. Si bloccano inoltre la revisione delle piante organiche e le stabilizzazioni di lavoratori. Le ricadute negative, viene sottolineato, si hanno anche su imprese che erogano servizi, come le cooperative sociali, che non riescono a pagare il personale. Mannino e Roccuzzo parlano di “un problema dalle molteplici implicazioni” e sollecitano ai parlamentari una risposta “affinché il tema della crisi finanziaria dei Comuni trovi finalmente una soluzione concreta, sostenibile e duratura”.

Il punto centrale resta la gestione della massa debitoria. La proposta punta sull’anticipazione di liquidità a totale copertura del debito, prevista nei due emendamenti presentati, dal senatore Nicita e dalle senatrici Damante e Pirro. L’obiettivo è mettere fine a una emorragia finanziaria legata agli interessi che maturano ogni giorno, interessi che continuano ad accumularsi quando un ente non riesce a pagare i creditori nei tempi dovuti.

Secondo quanto riportato dalla CGIL, l’impossibilità di pagare i creditori genera ripetutamente una mole ingente di interessi, stimabile in 50 milioni di euro l’anno, che finisce per aggravare una situazione già pesante. Sempre la CGIL indica che il blocco degli interessi permetterebbe di risparmiare tra i 50 e i 60 milioni di euro l’anno a livello regionale, risorse che oggi si sommano al debito e vengono sottratte ai servizi per i cittadini e alla cura del territorio, che poi è la prima cosa che si vede quando mancano soldi e programmazione.

Nel ragionamento portato avanti dal sindacato c’è anche un dato operativo: molti amministratori, viene sottolineato, sono ormai convinti che serva un cambio radicale nel modello di gestione. Ma senza un’adeguata anticipazione di liquidità i Comuni non hanno il punto di partenza per costruire strategie finanziarie sane per il futuro. L’anticipazione viene descritta come la “benzina” indispensabile per riavviare il motore amministrativo e rendere possibili riforme strutturali che, altrimenti, restano solo sulla carta.

L’attesa a Roma, la partita alla Commissione Bilancio del Senato

Adesso l’attenzione di sindaci e amministratori è rivolta a Roma. È forte l’aspettativa per l’elaborazione del pacchetto di emendamenti sugli enti locali, in discussione alla Commissione Bilancio del Senato, e per l’esito del confronto tra Commissione e governo. L’appello che parte dalla Sicilia è chiaro, recepire l’urgenza di una risposta possibile, garantendo l’iniezione di liquidità necessaria per interrompere la spirale del dissesto e restituire ai Comuni la capacità di programmare e investire, tutelando anche quel paesaggio che per l’Isola resta una delle ricchezze piu evidenti.

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Una risposta a “Il piano anti dissesto prende forza, altri Comuni dicono sì alla proposta CGIL”

  1. Avatar Meno Rosa
    Meno Rosa

    E GLI AMMINISTRATORI CHE HANNO CREATO IL DISSESTO PER CARRIERISMO POLITICO, QUASI TUTTI, SARANNO PREMIATI ANCHE LORO? D’ALTRONDE SI USA COSI’ IN ITALIA OVE TUTTI I MANAGERS CHE HANNO DISTRUTTO LE FERROVIE,ALITALIA E TANTI ALTRI GIOIELLI VENGONO PREMIATI CON MILIONI E MILIONI DI EURO.RUBA E FAI CARRIERA,DISTRUGGI UN’AZIENDA FLORIDA MASSACRANDO MIGLIAIA DI LAVORATORI E FAMIGLIE E DIVENTI DEPUTATO O SENATORE ECC…PENSO AI GIOVANI CHE FUTURO PER LORO CON QUESTI PERSONAGGI?

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