L’ASP di Ragusa lo ha appena comunicato: 20 euro per iscrivere un singolo cane all’anagrafe canina, 80 euro se si tratta di una cucciolata con piu di tre piccoli, 10 euro per il passaggio di proprietà da un umano all’altro
Per i proprietari di amici a quattro zampe in provincia di Ragusa da oggi l’amore non basta più: serve anche il “Contributo di Solidarietà”, una sorta di mini bollo d’affezione canino. Chi parcheggia l’auto paga il bollo, chi tiene il cane sul divano paga il contributo.
Il provvedimento nasce dalla Legge regionale 15 del 2022 ed è stato tradotto in pratica dal Decreto Assessoriale n. 1166 del 22 ottobre 2025. L’ASP di Ragusa lo ha appena comunicato: 20 euro per iscrivere un singolo cane all’anagrafe canina, 80 euro se si tratta di una cucciolata con piu di tre piccoli, 10 euro per il passaggio di proprietà da un umano all’altro. Cifre non astronomiche, certo, ma che si aggiungono a vaccini, croccantini, visite veterinarie e via scorrendo, in un momento in cui per molte famiglie ogni spesa extra pesa.
Nelle intenzioni ufficiali la misura serve a “sostenere le attività correlate alla gestione e al controllo della popolazione canina sul territorio provinciale”, cioè contribuire alla lotta al randagismo e a mantenere in ordine l’anagrafe. Tradotto in lingua non burocratica: meno cani vaganti, più tracciabilità, più risorse per gestire un fenomeno che nel Ragusano conosciamo bene , dalle rotatorie con i branchi di randagi alle segnalazioni quasi quotidiane nelle periferie.
L’odissea del PagoPA e il capitolo 8126
Poi arriva la pratica, quella che passa dal PagoPA. Per pagare il contributo il proprietario deve collegarsi al portale dei pagamenti della Regione, cercare tra le “altre entrate regionali”, individuare l’Assessorato della Salute, pescare la causale esatta con numeri e capitoli degni di un romanzo contabile, compilare il form indicando se si trtta di iscrizione o variazione proprietà, salvare la ricevuta, allegarla all’istanza online dell’ASP.
Una trafila che per chi non è nativo digitale rischia di trasformarsi in piccolo incubo burocrattico. Il tutto senza una vera fase transitoria e con una informazione che, almeno nei primi giorni, arriva a singhiozzo tra comunicati e post social. Chi è abituato a pagare il veterinario alla fine della visita e ad affidarsi al suo supporto, adesso si ritrova a dover diventare esperto di piattaforme e codici capitolo 8126. Non proprio la semplicità che ti aspetteresti se l’obiettivo è portare piu persone a mettersi in regola.
Dipasquale: “Si colpiscono proprio i cittadini corretti”
A smontare il nuovo balzello ci pensa l’onorevole Nello Dipasquale, deputato ragusano del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana, che ha presentato una interrogazione urgente all’Assessore regionale alla Salute. Il cuore della critica è netto: “ Si introduce un contributo che colpisce proprio i cittadini che rispettano la legge e che registrano regolarmente il proprio cane, mentre chi rimane nel sommerso continuerà a farlo senza alcun controllo”
Nella sua analisi il parlamentare dem parla di misura “ingiusta, sbilanciata e poco efficace rispetto agli obiettivi dichiarati”. Aumentare i costi per iscrizione, passaggi di proprietà e cucciolate, secondo lui, rischia di ottenere l’effetto opposto a quello promesso. Invece di incentivare la registrazione e la tracciabilità dei cani, si potrebbe spingere qualcuno a evitare del tutto l’anagrafe. Il paradosso, in sostanza, è questo: pagano gli onesti, e gli altri restano invisibili.
Il rischio boomerang sul randagismo
Il timore, lo dice lo stesso Dipasquale, è che il “Contributo di Solidarietà” si trasformi in un boomerang. Se iscrivere il cane diventa piu caro e complicato, una parte dei proprietari potrebbe scegliere scorciatoie poco virtuose, rinviare la registrazione, non denunciare cambi di proprietà, non dichiarare intere cucciolate.
Veterinari nel mirino, parcelle destinate a salire
Nel decreto non sono coinvolti solo i cittadini. A loro modo anche i veterinari liberi professionisti finiscono dentro il meccanismo del contributo. Il testo prevede infatti che anche loro debbano versare una quota per ogni operazione di identificazione e registrazione autorizzata. Una scelta che, come fa notare Dipasquale, avrà una conseguenza piuttosto prevedibile: aumento dei costi delle prestazioni, che inevitabilmente si riverseranno sui clienti.
Il rischio è quello di ridurre la disponibilità dei professionisti a gestire le pratiche di anagrafe o, più semplicemente, di creare un altro piccolo gradino economico tra il proprietario e il microchip. Per iscrivere il cane serviranno più passaggi e probabilmente qualche euro in più sulla fattura. In una Regione che dovrebbe spingere fortemente sulle adozioni dai rifugi e sulla sterilizzazione, caricare di costi chi va dal veterinario non sembra proprio un colpo di genio.
Tanti obblighi, poche agevolazioni
L’interrogazione del deputato dem chiede all’Assessore non solo la sospensione del decreto, ma anche una revisione degli importi e soprattutto l’introduzione di esenzioni o agevolazioni. Ad esempio per chi adotta cani dai rifugi, per le famiglie economicamente fragili, per chi si fa carico di animali abbandonati. Oggi, invece, il “Contributo di Solidarietà” appare uguale per tutti, senza distinzione tra chi compra un cane di razza a cifre importanti e chi raccoglie dalla strada l’ennesimo randagio.
In altre province siciliane il dibattito è già partito, con sindaci e associazioni che chiedono correttivi o interpretazioni più elastiche delle norme. Nel frattempo l’ASP si limita a spiegare come pagare e a fornire l’indirizzo email per chiarimenti, mentre sui social e nelle chat di quartiere cominciano a circolare domande pratiche: chi ha piu cani quanto paga, cosa succede se il cane muore, che fare se l’adozione è di fatto e non formalizzata. Piccole grandi questioni che il decreto, in apparenza molto tecnico, non scioglie.
Per ora, ai proprietari di cani della provincia, resta una certezza molto pratica. Oltre a guinzaglio, sacchettini e vaccino, nel kit del perfetto cittadino dog friendly entrerà anche la ricevuta del contributo, da stampare e conservare gelosamente. Non si sa mai, un giorno potrebbe servire a dimostrare che sì, il cane è davvero tuo. E che per volergli bene, in Sicilia, hai pagato pure il bollo di affezione.







Cosa dicono i lettori
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Una risposta a “L’hai voluto il cane, adesso compila il PagoPA per iscrizione, passaggi di proprietà e cucciolate”
L’ASP è pregna di geni.
Di burocrati che riescono a partorire delle amenità (per usare un eufemismo) abissali.
I soldi che realizzeranno, saranno spesi, purtroppo, in canili perché tanti cani, passeranno dall’essere accuditi all’abbandonati.
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