Silenzio sulla richiesta di dimissioni di Celestri e Giampietro, a Pozzallo parlano i social

3–4 minuti

Venerdì 14 novembre si è riunita la civica assise di Pozzallo per discutere l’ordine del giorno che prevedeva alcune variazioni di bilancio.

Un programma non particolarmente interessante né per gli addetti ai lavori né, tanto meno, per i cittadini.

Eppure c’era tanta attesa perché si aspettava una risposta alla richiesta dei sei consiglieri di maggioranza che avevano chiesto le dimissioni dalla carica al Presidente del Consiglio ed al suo Vice.

Invece silenzio tombale sulla vicenda, seppure il Consiglio Comunale è il luogo deputato al dialogo politico, al confronto anche duro fra i suoi componenti, alla chiarificazione dei contrasti.

Non individuare il civico consesso come posto adatto a dirimere controversie politiche, significa svuotare dal loro valore le istituzioni, porle nelle retrovie, sminuirle.

Questo atteggiamento appare ancora più grave se, in sostituzione dei luoghi istituzionali, si privilegia esclusivamente il dibattito sui social media.

I soliloqui senza confronto, privi di antagonisti hanno indubbiamente dei vantaggi: non si subiscono contraddittori – a parte qualche intervento di terrapiattisti, tuttologi e anti-vaccini che lascia il tempo che trova – che possono mettere in dubbio quanto si afferma; non si corre il rischio di incappare in magre figure se non si è adeguatamente preparati sull’argomento in discussione.

Le tanto attese risposte alla richiesta di dimissioni dei sei consiglieri di opposizione sono, infatti, arrivate dal profilo social e dai commenti espressi dai diretti interessati.

“Io sono e resto una persona libera, con una scelta civica e centrista, indipendente da qualsiasi partito, non appartengo alla democrazia cristiana, non ho mai fatto tessere o chiesto incarichi. E con questa stessa chiarezza dico una semplice cosa, la politica deve restare pulita. Chi usa la politica per interessi personali, chi si piega a logiche di potere, tradisce la fiducia dei cittadini”.

Queste affermazioni appartengono al Vice Presidente del Consiglio Comunale di Pozzallo, Giuseppe Giampietro, che avrebbe potuto esprimerle nella sede appropriata ed avviare un confronto, anche duro, con gli avversari politici.

In questo modo chi può contestargli che pur avendo privilegiato una scelta centrista, più che legittima, la sua non può essere considerata una opzione civica per una serie di motivi e comportamenti.

Giampietro è stato presente a tante iniziative politiche della DC di Cuffaro, si è candidato alle scorse elezioni provinciali con la Lista n. 4 “Democrazia Cristiana” e non è mai mancato agli appuntamenti che hanno visto la presenza dell’on. Abbate e di Totò Cuffaro in provincia di Ragusa.

“Io e la mia amica, la Presidente Quintilia Celestri, quando ci siamo rivolti alla politica l’abbiamo fatto per aiutare la nostra collettività, mai per noi stessi. E oggi mi rendo conto che questa libertà, questa coerenza dà fastidio”.

Con queste parole continua il suo soliloquio social il Vice Presidente Giampietro, che ha certamente ragione nel dichiarare di non aver chiesto niente a nessuno, ma probabilmente il correttore automatico ha cancellato la “in” davanti alla parola coerenza, come dimostrato precedentemente.

“La partita va giocata in campo” sostiene, in un commento ad adiuvandum al monologo social del suo vice, la Presidente del Consiglio, dimenticando però che il campo è il Consiglio Comunale e per giocare una partita serve la presenza dei entrambe le squadre.

Chi scrive non è un seguace del luddismo, ma con i silenzi nei siti istituzionali l’unico modo per ottenere risposte alle domande inevase è guardare dal buco della serratura dei social, certamente efficaci nella comunicazione ma carenti nella interlocuzione.

E’ appena il caso di ricordare che alla base di tutte le polemiche è il fatto che i due esponenti consiliari pur di non ammettere la loro vicinanza alla Democrazia Cristiana – all’interno della quale militano tante persone oneste e capaci – continuano a negare l’evidenza.

Per concludere, non si può continuare a sostenere che serve la tessera per appartenere ad un partito politico, ci si può impegnare anche senza.

Peppe Privitera

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Una risposta a “Silenzio sulla richiesta di dimissioni di Celestri e Giampietro, a Pozzallo parlano i social”

  1. Avatar Amedeo
    Amedeo

    Chi di voi politici navigati non ha mai chiesto nulla alla politica? chi di voi non ha mai usato il metodo cuffaro? chi di voi non ha mai chiesto qualche aiutino per il cognato anzichè il cugino di turno? chi di voi ha avuto la possibilità di aiutare il proprio figlio a prendere un incarico X e non lo ha fatto? Chi di voi attraverso la politica e il “lecchinismo” non ha cercato un posto di lavoro o un incarico ad personam? La verità è che non conviene a nessuno di voi parlare, perchè se qualcuno svuota il sacco qualcun altro dovrà cambiare nazione.

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