Il cortile dell’oratorio Don Bosco di Modica Alta rappresenta da anni un simbolo di partecipazione civica, ma anche delle difficoltà nell’attuazione dei progetti di democrazia partecipata. Il consigliere comunale Alessio Ruffino, intervenuto recentemente sulla questione, ha chiarito i passaggi principali di questa lunga vicenda e le prospettive per il completamento dei lavori.
Nell’annualità 2022 del bando della democrazia partecipata, il progetto per la riqualificazione del cortile dell’oratorio Don Bosco, destinato a diventare un campo polifunzionale, vinse con 970 preferenze, un record nella storia della partecipazione civica a Modica. L’importo previsto dal 2% dei trasferimenti regionali ammontava a circa 30.000 euro, a fronte di un computo metrico totale stimato tra 50 e 60 mila euro.
Come spiegato da Ruffino, l’intento era realizzare l’opera in due fasi: la prima con fondi della democrazia partecipata, destinata al rifacimento della parte più ammalorata del pavimento, all’apertura del cancello pedonale e alla rimozione delle inferriate più degradate; la seconda fase, a completamento del cortile, sarebbe stata finanziata tramite stanziamenti del bilancio comunale.
Il blocco dovuto alla gestione commissariale
Il progetto, però, subì un rallentamento significativo con le dimissioni del sindaco Ignazio Abbate e l’ingresso del commissario straordinario Domenica Ficano, con la conseguente perdita dei fondi relativi all’annualità 2022. “I soldi del 2022 sono stati persi”, ha confermato Ruffino, sottolineando come l’opera rischiasse di cadere nel dimenticatoio.
Con l’arrivo della nuova amministrazione e su suggerimento di Ruffino, si decise di utilizzare le somme dell’annualità 2023 per avviare i lavori, in modo da garantire almeno la prima fase del progetto entro il 2024. Tuttavia, i lavori risultano tuttora incompleti: le mattonelle più ammalorate sono state sostituite con cura e realizzato uno stampato, ma resta da completare la sistemazione delle inferriate, la formazione delle aiuole a verde e l’allestimento del giardino con la statua di Don Bosco e l’apertura del cancello pedonale oltre che la parte rimanente del cortile.
La mancata continuità e le nuove opportunità
Secondo Ruffino, la promessa di completare il campo polifunzionale con i fondi comunali non è stata rispettata, nonostante le cifre richieste fossero modeste rispetto ad altri investimenti pubblici, come nel caso del campo sportivo Petro Scollo. “Non è possibile che per opere da 20-30 mila euro non si trovi disponibilità, mentre si spendono milioni per altre strutture”, ha dichiarato il consigliere.
Inoltre, l’annualità 2024 destinata a una bambinopoli a Frigintini non è mai stata avviata e, ad oggi, non esiste neanche il bando per la democrazia partecipata 2025. Ruffino ha sottolineato la necessità di attivare tutte le procedure per completare l’opera originaria dei Salesiani, valorizzando le 970 firme raccolte nel 2022 e dando concretezza alla partecipazione civica.
Il futuro del cortile e della comunità
Nonostante i ritardi e le difficoltà burocratiche, l’oratorio Don Bosco non si arrende: la comunità è già attiva per completare i lavori attraverso altre strade e garantire che il cortile diventi finalmente un campo polifunzionale, come previsto dal progetto originale. “Ad oggi siamo in attesa che qualcuno comunichi alla cittadinanza quali siano le intenzioni per portare a termine questa opera”, conclude Ruffino, sottolineando il valore simbolico e sociale dell’iniziativa.
Rimpallo di responsabilità e silenzio istituzionale
Nonostante tanti tentativi, dall’amministrazione comunale di Modica non è arrivata alcuna risposta sul futuro del cortile dell’oratorio dei Salesiani. Il sindaco Maria Monisteri, contattata più volte telefonicamente e con messaggi, non ha mai risposto. Un atteggiamento di chiusura che stride con la facilità con cui, in altri casi, vengono diffusi comunicati stampa per rivendicare risultati come l’apertura dell’asilo comunale ( a novembre ) — lo stesso mese in cui restano però chiuse strutture come piscina e stadio e neanche una parola sulle edicole interdette del Cimitero di Modica durante le giornate dedicate alla commemorazione dei defunti.
Sul fronte dei Salesiani, gli assessori Piero Armenia e Tino Iozzia si sono rimpallati la competenza, ognuno indicando l’altro come referente dell’intervento. Un rimbalzo che lascia l’impressione di una macchina amministrativa poco informata, incapace di gestire perfino un progetto nato dal basso e sostenuto da centinaia di cittadini.
E mentre tutto tace, si perde traccia anche del progetto per la bambinopoli di Frigintini e del nuovo bando di democrazia partecipata 2025, mai pubblicato.







