Comiso, arrestato il latitante Gianfranco Stracquadaini: voleva ricostruire un gruppo armato della Stidda (video)

3–5 minuti

Nella prima mattinata odierna, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, personale della Squadra Mobile di Ragusa, del Servizio Centrale Operativo, della Sisco di Catania e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vittoria ha fatto irruzione in un appartamento a Comiso, traendo in arresto Gianfranco Stracquadaini, latitante.

L’uomo si era sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa il 24 giugno 2024 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, poiché gravemente indiziato dei reati di associazione mafiosa, tentato omicidio aggravato in concorso e porto e detenzione illegale di armi da fuoco, in riferimento al tentato omicidio dell’ex collaboratore di giustizia Roberto Di Martino, avvenuto il 25 aprile 2024 a Vittoria.

Il ruolo del boss e la nascita di un nuovo gruppo criminale

Le indagini, avviate immediatamente dalla DDA insieme alla Squadra Mobile, avevano permesso di acquisire gravi elementi a carico di Stracquadaini e dei suoi complici, facendo emergere il ruolo predominante del boss nell’attuazione del disegno criminoso: l’eliminazione fisica di Di Martino, già organico al clan Carbonaro-Dominante.

Secondo l’ipotesi investigativa, Stracquadaini manifestava la ferma volontà di costituire un nuovo gruppo criminale armato riconducibile all’associazione di stampo mafioso denominata Stidda. L’obiettivo principale del gruppo, guidato dallo stesso Stracquadaini, era l’eliminazione fisica degli ex collaboratori di giustizia presenti nel comune di Vittoria e ritenuti un ostacolo al predominio della nuova organizzazione nella gestione e nel controllo delle attività illecite nella città e in tutta la provincia di Ragusa.

La fuga e la cattura a Comiso

Dopo i fatti delittuosi del 25 aprile 2024, Stracquadaini era riuscito a sfuggire alla cattura e all’esecuzione del provvedimento di fermo e della successiva ordinanza di custodia cautelare, rendendosi irreperibile per oltre un anno e mezzo. Era stato quindi dichiarato latitante e inserito nella lista del Ministero dell’Interno dei soggetti di massima pericolosità.

Il ricercato è stato rintracciato all’interno di un’abitazione situata in un quartiere popolare di Comiso. Durante la perquisizione sono state rinvenute due pistole semiautomatiche calibro 7,65, illegalmente detenute e complete di munizionamento, una carta d’identità falsa rilasciata dal Comune di Comiso e la somma di 6.500 euro in contanti.

Il tentato omicidio e il piano contro i collaboratori di giustizia

L’episodio per il quale Stracquadaini risultava ricercato è il tentato omicidio di Roberto Di Martino, avvenuto a Vittoria il 25 aprile 2024. Quel delitto, secondo le indagini, faceva parte di un piano più ampio che prevedeva l’eliminazione di tutti coloro che avevano collaborato con la giustizia e che erano ancora presenti nella città.

A seguito di quell’episodio furono sottoposti a fermo tre uomini: Biagio Cannizzo (51 anni) e Raffaele Giunta (62 anni), accusati di associazione mafiosa e tentato omicidio, e Alessandro Pardo (48 anni), indagato per associazione mafiosa. Stracquadaini era l’unico riuscito a fuggire, rimanendo latitante fino a oggi.

Un’organizzazione armata e pronta alla violenza

Dalle evidenze raccolte da polizia, scientifica e commissariato di Vittoria era emerso un quadro particolarmente grave: all’interno dell’associazione criminale, che farebbe capo alla Stidda, si delineava l’obiettivo dell’eliminazione fisica di un elenco di collaboratori di giustizia, con scopi di vendetta e per consolidare il controllo esclusivo sugli affari illeciti nel territorio di Vittoria e dell’intera provincia di Ragusa.

L’operazione condotta nel 2024 aveva inoltre evidenziato la grande disponibilità di armi — anche da guerra — da parte della consorteria mafiosa, e il possibile utilizzo delle stesse per portare a termine il disegno criminoso dell’organizzazione e per acquisire il controllo di attività economiche cittadine tramite estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti.

I presunti legami con la mafia albanese

Secondo alcune ipotesi investigative fornite alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania dal giornalista antimafia Giuseppe Bascietto, Gianfranco Stracquadaini avrebbe avuto contatti con ambienti della criminalità organizzata albanese, in particolare per il controllo dei traffici illeciti nella zona di Vittoria e del litorale ragusano. Bascietto, che proprio ieri mattina aveva partecipato alla trasmissione Uno Mattina su Rai Uno, aveva evidenziato la gravità della situazione a Vittoria sul fronte dell’ordine pubblico e la presenza di nuovi equilibri criminali in formazione.

Sallemi (FDI): “Arresto boss Stracquadaini è vittoria dello Stato”

Ad intervenire anche il senatore Salvo Sallemi di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Nazionale Antimafia. “Con l’arresto del boss Gianfranco Stracquadainiabbiamo avuto la dimostrazione che lo Stato c’è e nella lotta alla mafia – in provincia di Ragusa – non arretra di un millimetro e anzi impiega tutti i suoi migliori uomini. Stracquadaini – ricercato da tempo della DDA di Catania – è stato assicurato alla giustizia: una splendida notizia e mi complimento con la Questura di Ragusa, con la Squadra Mobile di Ragusa, con il Commissariato di Vittoria, con il Servizio Centrale Operativo di Roma, con la SISCO di Catania che hanno agito in piena sinergia con il coordinamento della DDA etnea centrando un risultato importantissimo. Stracquadaini aveva dimostrato la sua pericolosità avanzando nelle gerarchie criminali specie per quanto riguarda il traffico di droga e gli accordi con la mafia albanese e c’è l’ipotesi che possa esserci la sua presenza dietro l’angosciante sequestro avvenuto di recente. Vittoria sarà ancora al centro delle qualificate attività antimafia messe in campo e i criminali non avranno tregua”.

PUBBLICITÀ

Bruno 970x250

Cosa dicono i lettori

Partecipa alla discussione e fai parte della community

Una risposta a “Comiso, arrestato il latitante Gianfranco Stracquadaini: voleva ricostruire un gruppo armato della Stidda (video)”

  1. Avatar Luca
    Luca

    Salvo Sallemi, componente della direzione antimafia, si congratula con le FF. OO che hanno operato e su questo, è doveroso da parte sua, considerata la posizione politica, esprimere legittima soddisfazione, ma in un altro articolo, di un altro giornale online, noto che il viso dell’attestato è coperto, ai sensi del DL 188/2021., praticamente, se l’arrestato fosse stato un pedofilo, un cittadino ben inserito nella comunità, un vicino di casa, la gente rimane indifesa davanti un pericolo del genere. Dunque mi chiedo e chiedo, al politico, visto la sua compagine e al Governo e hanno gli attributi per cambiare il D. L. in argomento, anche in subordine a ciò che pensava Cesare Beccaria che aveva sentenziato, o che «Il segreto è il più forte scudo alla tirannia», perché insistere a togliere le giuste informazioni alla gente in favore di soggetti pericolosi? Negli USA capitanati da quel Trump, amico di Giorgia Meloni, a dire di quest’ultima cosa, esiste un database, consultabile da tutti i cittadini, ove vengono inseriti i nome di tutti i criminali.
    Dunque?

ALTRE TOP NEWS