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Se la foto con un politico basta a scatenare una valanga di fango: caro chef siamo alla frutta!

C’è chi li definisce haters e chi più semplicemente leoni da tastiera, provano piacere nell’insultare gli altri, seminare odio, offendere senza filtri, nascondendosi dietro un profilo social.

Il fenomeno ha fatto e continua a fare tante vittime, più o meno note, e purtroppo, è in costante crescita.

Non tutti sono in grado di riderci sopra o di reagire e c’è chi rischia di rimanerne ferito irrimediabilmente.

Non sarà, ce lo auguriamo di cuore, il caso di Carmelo Ferreri lo chef che svolge la sua professione in un ristorante di Marina di Modica e che la scorsa sera ha pensato di postare un video sui social in compagnia del segretario federale della Lega, Matteo Salvini che, in tour nel territorio ibleo per la sua campagna elettorale, è andato a trovarlo tra i fornelli.

Difficile spiegare a parole quello che questo video ha provocato sui social: un fiume in piena di insulti, offese e di abbandoni di follower che, schifati per quanto accaduto, hanno deciso di non seguire più lo chef.

Investito da una valanga di fango lo chef Ferreri ha reagito a modo suo, postando un nuovo video che potremmo intitolare: “ma stiamo scherzando??”.

Lo chef prova a spiegare che il video di Salvini voleva documentare la visita in cucina di un personaggio famoso, come tanti altri ce ne sono stati, al di là dell’orientamento politico, del colore, dell’altezza, dello stato sociale. “Ma davvero – si chiede lo chef – siamo ridotti a questo punto? E’ possibile giudicare un uomo, un lavoratore che trascorre 15 ore in cucina, un padre, senza conoscerlo, solo per una foto?”. Con le lacrime agli occhi lo chef ha detto che per fortuna lui è abbastanza forte da superare questa valanga di insulti, ma che anche i suoi familiari purtroppo ci sono rimasti male e questo gli è davvero dispiaciuto.

Tra i diversi commenti c’è anche chi dice che una persona che ha tanti follower sui social debba aspettarsi che postare un video con un politico significhi schierarsi apertamente con esso e che quindi venga ripudiato e giudicato da chi ha un orientamento diverso.

Ma adesso vogliamo invitarvi a riflettere. Ma davvero pensate che Ferreri, famoso oltre che per la bontà dei suoi piatti, per i video che posta, abbia pensato ai programmi politici di Salvini, quando si è fatto riprendere al suo fianco? Che prima di postare lo scatto abbia riflettuto su politica migratoria, tetto del prezzo del gas, ponte sullo stretto o cuneo fiscale?

Ecco, noi crediamo che i colori su cui Ferreri possa riflettere meglio siano il “Rosso Mazara” o il “Nero di Seppia” e che tutte le occasioni siano buone per mandare alla ribalta i suoi piatti.

Per concludere, un consiglio a quei famosi “leoni da tastiera”: Manfred Spitzer ritiene che l’odio e la crudeltà sociale, cui spesso assistiamo, altro non sia che l’insieme dei segni prodromici di una “demenza digitale”, la nuova tecnologia ci sta portando tutti verso la stupidità! Il segreto sta allora nel ripartire dal contatto umano con l’altro, dal riguardarsi negli occhi.

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