Bassi Beneventano

Scicli, in città arriva la mostra “Al cubo” visitabile dal 6 giugno al 5 luglio

Scicli si fa teatro della nuova mostra presente in città. Si tratta di “Al cubo”, che si svolgerà a XX Bassi Beneventano dal 6 giugno al 5 luglio.

La mostra riunisce tre artisti – Angelo Barone, Giovanni Frangi e Lusca Scarabelli – riuniti da un’importante prossimità, che nel tempo ha saputo consolidarsi seppur i tre abbiano intrapreso percorsi autonomi e tra loro distinti.

Dopo aver attraversato, a partire dagli anni Ottanta, traiettorie milanesi caratterizzate da incontri, frequentazioni di studi, inaugurazioni e occasioni espositive comuni, i tre artisti si sono ritrovati negli anni più recenti a condividere anche l’esperienza di docenza presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, divenendo così colleghi oltre che interlocutori. 

Accompagnata da un testo critico di Marta Cereda, la mostra presenta un insieme di opere che instaurano un dialogo a distanza, in una prospettiva aperta e dinamica. I lavori si incontrano nel punto in cui l’arte si fa interrogazione: sulla forma, sulla materia, sulla possibilità stessa di vedere con uno sguardo sempre rinnovato. Angelo Barone indaga la memoria silenziosa delle architetture e delle immagini; Giovanni Frangi apre la pittura a un rapporto sensibile con il dato naturale; Luca Scarabelli esplora la precarietà del gesto e le potenzialità plastiche degli oggetti quotidiani.

Come sottolineato da Cereda stessa nel suo testo, la mostra è anzitutto un incontro che si consolida nella relazione, ma che al tempo stesso mantiene intatta l’autonomia formale.

Da qui la conclusione che il progetto non vuole porsi come un’analisi in senso stretto, ma come un processo di dialogo che vede nella costruzione il proprio elemento cardine.

La mostra costituisce anche un invito a riflettere sulla soglia dell’immagine, su ciò che si manifesta e si sottrae.

Bassi Beneventano, così come Brera, diventa per i tre artisti spazio in cui condividere i propri pensieri e la propria complicità, trasformandosi quindi in teatro di un’esperienza condivisa.

(alal)

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