Italia Viva Sicilia denuncia scarsa trasparenza

Privatizzazione SAC, scadenza rinviata e poche certezze: cresce il fronte delle perplessità

La proroga della procedura per la cessione della maggioranza di SAC riaccende le polemiche. Italia Viva Sicilia denuncia scarsa trasparenza e chiede chiarezza sul futuro dell’aeroporto di Comiso.

SAC, la proroga della vendita riaccende i dubbi sulla privatizzazione

La proroga del termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse sulla cessione della quota di maggioranza di SAC non spegne le polemiche. Anzi, le alimenta. La procedura che dovrebbe portare all’ingresso di un socio privato destinato ad assumere il controllo della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso continua a sollevare interrogativi politici e istituzionali.

Il termine inizialmente fissato è stato rinviato al 15 giugno. Una scelta motivata dalla necessità di consentire ulteriori approfondimenti ai soggetti interessati, ma che inevitabilmente apre interrogativi sull’andamento dell’operazione. Al momento non sono stati resi noti dati ufficiali sul numero delle manifestazioni di interesse eventualmente pervenute, mentre la proroga arriva in una fase particolarmente delicata della procedura.

In vendita oltre il 60% della società

Al centro dell’operazione c’è la quota detenuta dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che rappresenta il 60,64% del capitale sociale di SAC, pari a un valore nominale di 19 milioni di euro. Una partecipazione che da sola garantisce il controllo della società.

L’assetto azionario vede inoltre la presenza della Città Metropolitana di Catania con il 12,12% delle quote, del Libero Consorzio Comunale di Siracusa con un altro 12,12%, dell’Irsap con il 12,12%, del Comune di Catania con il 2,02% e del Comune di Comiso con lo 0,96%.

Numeri che spiegano perché la partita venga considerata strategica. Non si tratta infatti della cessione di una partecipazione marginale ma del trasferimento del controllo effettivo della principale società aeroportuale della Sicilia orientale.

Le critiche di Italia Viva Sicilia

A intervenire è Italia Viva Sicilia, secondo cui il dibattito non può essere limitato alla sola valorizzazione economica delle quote pubbliche.

“La privatizzazione non può essere valutata solo in termini di incasso immediato o di valorizzazione finanziaria delle quote pubbliche”, sostiene il partito, che richiama il ruolo strategico svolto da SAC nel sistema dei trasporti regionali.

Secondo Italia Viva, la società gestisce una realtà che per posizione geografica e bacino di utenza presenta caratteristiche assimilabili a quelle di un monopolio naturale locale. Per questo motivo la cessione del controllo richiederebbe un confronto pubblico più approfondito e una maggiore trasparenza sugli obiettivi dell’operazione.

Tra le principali perplessità sollevate dal partito vi è quella relativa alle informazioni disponibili sul futuro assetto industriale della società. Italia Viva evidenzia come non siano stati chiariti in modo sufficiente gli investimenti programmati, le fonti di finanziamento e la strategia che dovrebbe accompagnare l’eventuale ingresso di un socio privato.

Dubbi che riguardano anche l’aeroporto di Comiso. Secondo il partito manca una indicazione chiara sul ruolo che lo scalo dovrà svolgere nei prossimi anni all’interno del sistema aeroportuale siciliano. Un tema particolarmente sentito nel territorio ragusano, dove da tempo si chiede una programmazione stabile e una visione di lungo periodo.

La proroga concessa alla procedura non modifica dunque la questione centrale: la possibile cessione del 60,64% di SAC rappresenta una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel settore dei trasporti siciliani e continua a dividere politica, istituzioni e territori.

(czcz)

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