La Procura ha chiuso le indagini

Davanti al GUP il 3 luglio, Abbate e altri quattro indagati per gli indennizzi della tromba d’aria e sui buoni libro

Il GUP dovrà stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti per disporre il rinvio a giudizio

Ragusa – E’ stata fissata per il prossimo 3 luglio, davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato, il primo passaggio giudiziario, sicuramente il più delicato, che riguarda l’onorevole regionale della Democrazia Cristiana Ignazio Abbate, ex sindaco di Modica. Con lui anche altri quattro indagati.

Secondo le carte trasmesse, il GUP dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Francesco Puleio nell’ambito di due distinti filoni investigativi: quello relativo agli indennizzi concessi dopo la tromba d’aria che il 17 novembre 2021 colpì il territorio ibleo e quello riguardante la gestione dei fondi regionali destinati ai buoni libro.

Nel procedimento sugli indennizzi figurano, oltre ad Ignazio Abbate, un ingegnere che avrebbe operato quale tecnico asseveratore, l’agronomo Salvatore Occhipinti, attuale direttore del Gal Terra Barocca, anch’egli nella qualità di tecnico, e Giuseppe Barone, affittuario dei terreni appartenenti alla famiglia dell’ex sindaco.

Secondo la Procura, sarebbero stati richiesti e ottenuti contributi pubblici per terreni ubicati nel territorio di Ragusa che, in base agli accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza, non sarebbero stati interessati dagli effetti della tromba d’aria. Al centro dell’inchiesta vi è una richiesta di ristoro superiore a 154 mila euro riferita a un’azienda agricola riconducibile a familiari dell’allora primo cittadino di Modica. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, reati contro la pubblica amministrazione.

Il secondo filone d’indagine riguarda invece la gestione dei contributi regionali destinati alla fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo per gli anni scolastici 2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022. In questo procedimento risultano indagati Ignazio Abbate e l’allora segretario generale del Comune di Modica, Giampiero Bella.

Per la Procura una parte delle somme trasferite dalla Regione Siciliana al Comune, per un importo complessivo di circa 472 mila euro, non sarebbe stata utilizzata per le finalità previste dalla normativa. In particolare, oltre 148 mila euro sarebbero risultati non impiegati per l’erogazione dei buoni libro e avrebbero dovuto essere restituiti all’amministrazione regionale.

In questo procedimento le parti offese sono la Regione Siciliana, il Dipartimento regionale della Protezione Civile e il Comune di Modica.

L’onorevole Abbate ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo di non avere avuto responsabilità dirette negli atti amministrativi contestati e dichiarandosi fiducioso nel lavoro della magistratura. Analoga posizione è stata espressa dagli altri indagati.

L’udienza preliminare del 3 luglio rappresenterà il primo vero snodo processuale delle due inchieste. Sarà infatti il GUP a stabilire se gli elementi raccolti dalla Procura siano sufficienti per disporre il rinvio a giudizio degli indagati oppure se sussistano le condizioni per il proscioglimento.

Per tutti gli indagati vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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