Nuovo confronto istituzionale in Prefettura a Ragusa per contrastare il fenomeno delle fumarole, il problema legato alla combustione incontrollata dei residui provenienti dalle attività serricole che continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali della provincia.
La conferenza dei servizi, presieduta dal prefetto Tania Giallongo, ha riunito i sindaci dei comuni iblei, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e le principali organizzazioni di categoria del comparto agricolo e industriale, tra cui Confagricoltura Ragusa.
L’incontro si inserisce nel percorso avviato dalla Prefettura per affrontare una problematica che interessa l’intero territorio provinciale. Al centro dell’attenzione la pratica illegale della combustione di residui vegetali insieme a materiali plastici, polistirolo, lacci e gancetti utilizzati nelle serre, che genera emissioni nocive con conseguenze sulla salute pubblica, sull’ambiente e sull’immagine del territorio.
Nel corso della riunione sono stati illustrati i risultati dell’intensificazione dei controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine nelle aree maggiormente interessate dal fenomeno. Un’attività che proseguirà anche nelle prossime settimane con ulteriori verifiche e monitoraggi sul territorio provinciale.
Confagricoltura Ragusa ha ribadito la propria posizione sul tema, sottolineando come le aziende associate siano consapevoli delle normative vigenti che vietano il ricorso alle fumarole al di fuori dei casi previsti dalla legge e proibiscono in maniera assoluta la combustione di materiali plastici come lacci e gancetti utilizzati nelle coltivazioni in serra.
L’organizzazione ha inoltre richiamato tutte le imprese agricole al rigoroso rispetto delle disposizioni in materia ambientale, evidenziando come la tutela dell’ambiente e della salute pubblica rappresenti non soltanto un obbligo normativo, ma anche un principio fondamentale per un’agricoltura moderna, sostenibile e responsabile.
«Bruciare plastica non è solo un reato – evidenzia Confagricoltura Ragusa – ma un danno diretto al territorio che gli stessi imprenditori agricoli vivono e coltivano ogni giorno».
L’associazione è impegnata anche sul fronte della prevenzione e della formazione, attraverso incontri periodici rivolti alle imprese associate dedicati alla corretta gestione dei rifiuti agricoli, alle procedure di smaltimento autorizzate e alle opportunità offerte dai sistemi di raccolta differenziata. Un’attività che punta a diffondere una maggiore consapevolezza e a prevenire comportamenti che rischiano di compromettere l’immagine dell’intero comparto agricolo.
Al termine del vertice è stata ribadita la volontà di proseguire la collaborazione tra Prefettura, amministrazioni comunali, Forze dell’Ordine e organizzazioni di categoria. L’obiettivo condiviso è quello di ridurre in maniera stabile il fenomeno delle fumarole e garantire una maggiore tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e del patrimonio agricolo della provincia di Ragusa.







