Francesca, 46 anni, residente a Vittoria e affetta da tumore gastrico, si è vista fissare un’ecografia dell’addome completo a nove mesi dalla richiesta, nonostante la prescrizione del medico curante prevedesse l’esecuzione dell’esame entro un massimo di 60 giorni. È quanto denuncia Rete Civica Articolo 32 attraverso il presidente Rosario Gugliotta, che ha raccolto la segnalazione della paziente.
Secondo quanto riferito dall’associazione, il 5 maggio il medico di base di Francesca avrebbe prescritto un’ecografia dell’addome completo. La donna, paziente oncologica classificata con il codice 048, si sarebbe poi rivolta al Cup per la prenotazione, ottenendo come prima disponibilità una data fissata a circa nove mesi di distanza in una struttura convenzionata di Ragusa.

Secondo il racconto riportato da Rete Civica Articolo 32, alle osservazioni avanzate dalla paziente il personale avrebbe spiegato che era possibile contattare direttamente la struttura interessata per verificare l’eventuale disponibilità di una data più ravvicinata.
Il contatto con la struttura convenzionata
La vicenda, secondo quanto denunciato dall’associazione, avrebbe assunto contorni ancora più complessi quando Francesca si sarebbe rivolta direttamente all’ambulatorio privato indicato nella prenotazione.
Il personale della struttura, sempre secondo la ricostruzione fornita da Rosario Gugliotta, avrebbe comunicato l’assenza di disponibilità per l’esecuzione dell’esame. A seguito della segnalazione ricevuta, l’associazione sostiene di aver effettuato ulteriori verifiche contattando direttamente la struttura.
Rosario Gugliotta riferisce di aver ricevuto una risposta ancora più precisa, secondo la quale, per disposizioni aziendali interne, la prestazione per pazienti classificati con codice 048 non potrebbe più essere eseguita nella struttura privata.
Le accuse di Rete Civica Articolo 32
Particolarmente duro il giudizio espresso dal presidente dell’associazione nei confronti dell’Azienda sanitaria. Rosario Gugliotta parla di procedure gestionali che sarebbero lontane dai principi etici e denuncia quelle che definisce gravi criticità organizzative.
Nella nota vengono inoltre contestate presunte carenze del sistema informatico, episodi di clientelismo e la perdita di professionalità che, secondo l’associazione, avrebbero contribuito a peggiorare il funzionamento dell’azienda sanitaria. Preoccupazione viene espressa anche per la capacità del sistema di garantire un adeguato monitoraggio e percorsi di cura efficaci ai pazienti più fragili.
Rete Civica Articolo 32 conclude assicurando il proprio sostegno a Francesca e annunciando che continuerà a seguire la vicenda.
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