La Sicilia arranca nelle classifiche nazionali sulla qualità della vita di bambini, giovani e, in parte, anziani. A certificarlo è il nuovo report pubblicato da Il Sole 24 Ore, che fotografa una situazione complessa per molte province dell’Isola, soprattutto nei servizi dedicati all’infanzia e alle nuove generazioni.
Nella graduatoria relativa alla qualità della vita dei bambini, la Sicilia occupa stabilmente le retrovie della classifica nazionale che prende in esame 107 province italiane. I dati più critici riguardano Ragusa, collocata al 103° posto, seguita da Palermo (104°), Catania (106°) e Trapani, ultima in graduatoria al 107° posto. Non brillano nemmeno Enna, Agrigento, Siracusa, Messina e Caltanissetta, tutte relegate nella parte bassa della graduatoria.
A pesare sono soprattutto i servizi scolastici e le infrastrutture dedicate ai più piccoli. Le mense scolastiche rappresentano uno dei punti più critici: Trapani si colloca all’ultimo posto nazionale per costo del servizio, mentre Catania e Ragusa registrano performance negative per la presenza di edifici scolastici dotati di mensa. Sul fronte educativo emergono inoltre difficoltà legate alle competenze alfabetiche, con Palermo e Ragusa tra le peggiori province italiane, insieme a Caltanissetta.
Criticità evidenti anche per gli asili nido, con Catania e Ragusa praticamente in coda alla classifica nazionale. A Palermo, invece, pesa la scarsità di verde pubblico attrezzato dedicato ai bambini.
Non va meglio sul versante della qualità della vita dei giovani tra i 15 e i 35 anni. Solo Enna riesce a mantenersi nella fascia centrale della classifica nazionale, seguita da Agrigento e Ragusa. Più distanti le altre province siciliane, con Catania che scivola fino al 102° posto. Tra gli indicatori peggiori emergono la carenza di offerta culturale e di intrattenimento: Enna registra risultati particolarmente negativi per spettacoli e concerti. A Messina, invece, cresce il numero di giovani insoddisfatti del proprio lavoro, dato che colloca la città al penultimo posto in Italia.
Il quadro migliora leggermente quando si analizza la qualità della vita degli anziani. Catania conquista il 22° posto nazionale, risultando la migliore provincia siciliana del report, mentre Palermo si attesta al 42° posto. Seguono Ragusa, Siracusa ed Enna.
Restano tuttavia numerosi elementi di fragilità. La speranza di vita a 65 anni penalizza Siracusa, mentre Ragusa soffre per i dati relativi all’assistenza domiciliare e per il numero di biblioteche disponibili, dove si registra addirittura l’ultimo posto nazionale. Preoccupano anche i dati sul consumo di farmaci antidepressivi a Messina e la carenza di posti letto nelle Rsa a Caltanissetta e nella stessa Messina.
Un quadro che evidenzia, ancora una volta, il forte divario territoriale tra Nord e Sud del Paese e la necessità di investimenti strutturali nei servizi pubblici, nell’istruzione e nelle politiche sociali per evitare che intere generazioni continuino a crescere in condizioni di svantaggio.
M. S.






