Dopo quattro anni si è svolto ieri pomeriggio, presso l’auditorium del BAM a Ragusa, il congresso di Arcigay Ragusa, comitato territoriale di Arcigay nazionale,
Il precedente congresso si era tenuto l’8 maggio del 2022.
L’assemblea delle persone associate, presieduta dal presidente onorario Saro Brugaletta, è stata chiamata a rinnovare il consiglio direttivo, l’organo di indirizzo dell’associazione.
La scelta delle nuove persone consigliere ha confermato alla guida del comitato quattro uscenti, Serena Cannata, Giuseppe Corallo, Luciana Licitra e Andrea Ragusa, cui si aggiunge Marco Siliprandi, da anni socio attivo di Arcigay Ragusa.
Il nuovo consiglio ha quindi designato Giuseppe Corallo come persona incaricata della presidenza.
“Una scelta che si muove tra continuità e rinnovamento, confermando la validità dell’azione svolta negli ultimi quattro anni e aprendo le porte a nuove risorse – ha commentato Andrea Ragusa, presidente uscente. – Sono orgoglioso e soddisfatto di quello che Arcigay è riuscita a costruire in questi anni. Nel 2022 ci eravamo dat3 come missione quella di ‘entrare nel buio e illuminarlo’. Oggi raccogliamo i frutti del lavoro svolto, ma dobbiamo continuare ad ‘accendere fuochi’, cioè a creare una tensione, far nascere una domanda, mettere in moto un’energia che prima non c’era.”
Giuseppe Corallo, neoeletto presidente, nel suo discorso di insediamento ha tracciato le linee guida per i prossimi quattro anni: “Ascolto e accoglienza, intersezionalità delle lotte e visibilità sul territorio: sono queste le direzioni verso cui dobbiamo tendere. Ringrazio le persone associate e il consiglio direttivo per avermi conferito questo importante incarico: lo svolgerò con tutta la cura, l’energia e la passione di cui sono capace, cercando di essere all’altezza della grande eredità che mi lascia il presidente uscente. E desidero ringraziare in modo particolare proprio Andrea Ragusa per l’immenso lavoro fatto e per essere un punto di riferimento fondamentale per me e per tutta l’associazione. Continueremo insieme lungo la strada intrapresa, consapevoli di quanto sia importante oggi, in un clima politico e sociale difficile e spesso ostile verso le persone Lgbtqia+, essere presenti nei territori, portare le nostre istanze all’attenzione delle istituzioni, creare reti con le altre realtà, offrire servizi alla cittadinanza, entrare nelle scuole e parlare alle persone più giovani, costruire momenti di socialità in spazi sicuri. Nessun territorio deve restare escluso, nessuna persona deve restare sola.”
Un momento particolarmente emozionante del congresso di ieri è stata l’assegnazione della “tessera d’oro” di Arcigay Ragusa a Genny Cultrone, storica attivista dell’associazione. A consegnarla è stata Federica Schembri, consigliera uscente. Un riconoscimento meritatissimo a una persona che con le proprie scelte di vita, con coraggio, orgoglio e determinazione, ha incarnato e testimoniato uno dei valori cardine dell’associazione: la libertà di essere quello che si è, senza paura e senza dover chiedere il permesso.
“Il congresso è uno dei momenti più alti della vita di un’associazione, quello in cui si riannodano i fili e si disegnano nuove trame – commenta il nuovo consiglio direttivo. – Sentiamo la responsabilità di proseguire un percorso impegnativo e al contempo di tracciare nuove strade. La vitalità di un’associazione si misura dalla sua capacità di stare nel proprio tempo, cogliere le nuove domande che si affacciano, sentire le nuove necessità di un territorio e interpretarle. Oggi riavviamo il cammino con un bagaglio di esperienza più ricco e con energie rinnovate.”Conclusa la fase congressuale, Arcigay Ragusa è già al lavoro per la costruzione del Ragusa Pride 2026: “È la quinta edizione del nostro Pride. Qualche anno fa sembrava impossibile, eppure ormai il Ragusa Pride è una realtà consolidata che si arricchisce di anno in anno di nuovi apporti e contenuti. E senza dubbio Arcigay è stata fondamentale nella realizzazione di questo sogno, è stata il motore propulsore e continuerà ad esserlo, accanto alle tante nuove realtà che oggi fanno parte della Rete Pride”.






