“Vi perdono”, il ragazzo cresciuto a Ragusa abbraccia chi lo ha accoltellato

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Davide Simone Cavallo, il giovane con profonde radici nel territorio ibleo rimasto gravemente ferito dopo un accoltellamento a Milano, ha abbracciato in aula i suoi aggressori nel giorno della sentenza. Una scena che ha segnato il processo concluso oggi al tribunale di Milano con la condanna a 20 anni per Alessandro Chiani e a 10 mesi per Mohamed Atia.

La vicenda risale all’ottobre del 2025, quando Davide Simone Cavallo, 22 anni, studente della Bocconi, venne accoltellato durante una rapina nella zona di Corso Como. Un’aggressione brutale che gli ha provocato una lesione midollare permanente e conseguenze gravissime, tanto che oggi il giovane cammina con l’aiuto dei bastoni.

Nel processo celebrato con rito abbreviato davanti al gup di Milano Alberto Carboni, Alessandro Chiani, ritenuto l’esecutore materiale dell’accoltellamento, è stato condannato a 20 anni di carcere. Mohamed Atia invece ha ricevuto una condanna a 10 mesi dopo la derubricazione del reato da tentato omicidio a omissione di soccorso.

In aula era presente anche Davide Simone Cavallo, accompagnato dal padre e dai legali della famiglia. Durante l’udienza il giovane ha abbracciato entrambi gli imputati, un gesto che ha colpito tutti i presenti. I due ragazzi hanno chiesto scusa e Mohamed Atia ha consegnato una lettera alla vittima.

Il legame con Ragusa

Dietro la vicenda che ha avuto risonanza nazionale c’è anche una storia profondamente legata al territorio ibleo. Davide Simone Cavallo infatti è cresciuto a Ragusa, dove ha frequentato il liceo classico Umberto I, diventando conosciuto anche nell’ambiente culturale locale per la partecipazione a concorsi letterari e iniziative scolastiche.

Più volte, nelle interviste rilasciate dopo l’aggressione, Davide Simone Cavallo ha richiamato il suo rapporto con la Sicilia e con il mare della provincia di Ragusa, descrivendo la sua crescita “praticamente sulla spiaggia”. Un legame mai nascosto nemmeno dopo il trasferimento a Milano per motivi di studio.

La sua storia nei mesi scorsi aveva colpito profondamente anche il territorio ragusano, dove tanti avevano seguito con apprensione le sue condizioni dopo l’agguato avvenuto nel cuore della movida milanese.

“Il figlio ha perdonato, i genitori no”

A margine dell’udienza ha parlato anche Luca Degani, avvocato del padre del giovane. “Il figlio ha perdonato. Il padre e la madre non riescono”, ha detto il legale, spiegando il dolore ancora fortissimo della famiglia.

Nel corso della requisitoria il pubblico ministero Andrea Zanoncelli aveva sottolineato la gravità dell’aggressione e il calvario che Davide Simone Cavallo continua ad affrontare dopo la lesione riportata quella notte.

La famiglia del giovane ha chiesto un risarcimento complessivo di un milione e mezzo di euro, con una provvisionale di 500 mila euro.

(czcz)

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