In Italia la Giornata mondiale delle Api, celebrata il 20 maggio sotto l’egida delle Nazioni Unite, torna a richiamare l’attenzione sul ruolo decisivo degli impollinatori per l’equilibrio degli ecosistemi e la sicurezza alimentare. Un patrimonio silenzioso ma fondamentale: oltre 1,7 milioni di colonie di api censite, un valore economico stimato in circa 500 milioni di euro e un ruolo centrale che colloca il Paese ai vertici dell’apicoltura europea.
Il messaggio dell’edizione 2026, “Siate uniti per le persone e per il pianeta”, sintetizza una relazione antica e indispensabile tra uomo e api, oggi più che mai messa alla prova dai cambiamenti climatici e dalla perdita di biodiversità.
Monterosso Almo entra nella Rete dei Comuni Amici delle Api
In questo contesto si inserisce l’esperienza di Monterosso Almo, che ha ufficialmente aderito alla Rete Nazionale dei Comuni Amici delle Api, rafforzando il proprio impegno nella tutela ambientale e della biodiversità.
La ricorrenza del 20 maggio è stata celebrata in piazza San Giovanni con una mattinata dedicata alla conoscenza del mondo delle api, organizzata in collaborazione con l’azienda locale Almo Miele di Paola Noto e l’ARAS – Associazione Regionale Apicoltori Siciliani.


L’iniziativa ha coinvolto le scuole di Monterosso, Giarratana e Chiaramonte Gulfi, trasformando la piazza in un laboratorio a cielo aperto: attività didattiche, percorsi sensoriali, giochi educativi e momenti di approfondimento hanno permesso a bambini e ragazzi di avvicinarsi in modo diretto al mondo dell’apicoltura.
Accanto alle attività è stato allestito un Bee Info Point e una mostra tematica, strumenti pensati per diffondere consapevolezza sul ruolo degli impollinatori e sull’importanza delle pratiche agricole sostenibili.
Giarratana e il progetto Despar: biodiversità e rifugi per impollinatori
Poco distante, a Giarratana, la Giornata mondiale delle Api si è intrecciata con un intervento concreto a favore della biodiversità grazie al progetto nazionale “Case delle Api Despar”, promosso da Despar Italia insieme alle società consorziate e sviluppato con il supporto di PlanBee e la supervisione scientifica di Resilient Bee APS.


Presso l’Apicoltura Roccuzzo, realtà guidata da Salvatore Roccuzzo e radicata nella tradizione familiare dell’apicoltura siciliana, sono stati installati 5 “Resilient Nest” e un “Bee Hotel”, strutture pensate per offrire rifugio agli impollinatori selvatici. Contestualmente sono state messe a dimora 70 piante autoctone, con l’obiettivo di rafforzare la biodiversità e ricostruire habitat naturali.
Un intervento che si inserisce in un percorso più ampio: il progetto nazionale ha già coinvolto sette territori italiani con la creazione di nuovi habitat per api e impollinatori e l’attivazione di figure specializzate nel monitoraggio ambientale.
Un patrimonio da proteggere
Secondo la Federazione Apicoltori Italiani, il comparto apistico italiano conta oltre 77 mila operatori e genera un impatto economico e ambientale di straordinaria rilevanza: fino a 2 miliardi di euro di valore diretto nella produzione agroalimentare e circa 150 miliardi di euro di beneficio ecosistemico.
“Il lavoro degli apicoltori è fondamentale per la sostenibilità della nostra filiera agroalimentare”, ha ricordato il presidente Raffaele Cirone, sottolineando il valore strategico del settore.
Accanto ai numeri, cresce però anche l’allarme scientifico: in Italia risultano a rischio estinzione 34 specie di api native, un dato che impone interventi urgenti di tutela e sensibilizzazione, come evidenziato dagli studi dell’Università di Padova.
Sicilia laboratorio di sostenibilità
Nel più ampio scenario nazionale, la Sicilia si conferma laboratorio di buone pratiche ambientali anche nel settore vitivinicolo. Il progetto “Honeybees & Vineyard”, promosso da Fondazione SOStain Sicilia con il supporto di Intesa Sanpaolo, ha coinvolto diverse aziende del territorio attraverso l’installazione di alveari e l’utilizzo delle api come bioindicatori ambientali.
Tra le realtà protagoniste figurano nomi come Donnafugata, Planeta, Tasca d’Almerita e COS, impegnate in un percorso che lega qualità del vino e salute degli ecosistemi.
Le api, in questo scenario, diventano sentinelle ambientali: dove cresce la biodiversità, cresce anche la qualità agricola.
Un equilibrio da custodire
Dalle piazze di Monterosso ai progetti di Giarratana, fino alle esperienze nazionali e internazionali, emerge un filo conduttore chiaro: la tutela delle api non è solo una questione ambientale, ma una responsabilità collettiva che riguarda agricoltura, economia e futuro.
Un equilibrio fragile, ma ancora possibile da preservare.
Marcello Sarta







