A ottant’anni dalla nascita dell’Autonomia speciale siciliana, il mondo dell’artigianato e delle piccole imprese torna a chiedere una svolta concreta per il futuro economico dell’Isola.
A lanciare il messaggio è CNA Sicilia, che richiama la necessità di trasformare l’Autonomia da strumento formale a leva reale di crescita, semplificazione e competitività.
Secondo l’associazione, nel corso dei decenni nessun governo regionale sarebbe riuscito a valorizzare pienamente le potenzialità offerte dallo Statuto autonomistico, spesso utilizzato più per logiche di consenso e gestione dei privilegi che per sostenere realmente territori, imprese e sviluppo produttivo.
Nonostante le difficoltà strutturali, Cna sottolinea però come artigiani e piccole e medie imprese siciliane abbiano continuato a rappresentare uno dei pilastri economici dell’Isola, mantenendo viva occupazione, identità territoriale, innovazione e qualità produttiva anche nei momenti più complessi.
Per l’organizzazione artigiana, oggi il tema dell’Autonomia torna centrale in una fase storica caratterizzata da importanti trasformazioni economiche e geopolitiche. La Sicilia, infatti, potrebbe giocare un ruolo strategico nel Mediterraneo grazie alla transizione energetica, al turismo, all’agroalimentare, al digitale e all’artigianato evoluto.
Opportunità che, secondo Cna Sicilia, richiedono però programmazione, visione politica e una macchina amministrativa più efficiente. Tra le priorità indicate figurano la semplificazione burocratica, il sostegno al credito per micro e piccole imprese, la riduzione dei tempi amministrativi, il potenziamento delle infrastrutture e gli investimenti nella formazione professionale.
Particolare attenzione viene rivolta anche alla necessità di creare condizioni capaci di trattenere giovani e professionalità in Sicilia, contrastando l’emigrazione di competenze che continua a impoverire il tessuto produttivo dell’Isola.
“Le imprese non chiedono privilegi”, evidenzia Cna Sicilia, “ma la possibilità di competere nelle stesse condizioni del resto del Paese”.
Un richiamo che riporta al centro del dibattito il ruolo dell’Autonomia speciale non solo come principio istituzionale, ma come strumento concreto per costruire sviluppo, lavoro e competitività in una Sicilia che continua a cercare equilibrio tra potenzialità inespresse e necessità di riforme strutturali.
(fonte Ansa)
M. S.






