L’aumento dei costi dei collegamenti marittimi verso le isole minori siciliane accende la preoccupazione del mondo economico e produttivo dell’isola. A lanciare l’allarme è Confesercenti Sicilia, che esprime forte contrarietà rispetto ai rincari annunciati per le tratte marittime, legati all’aumento del costo dei carburanti.
Secondo l’associazione, il rischio concreto è quello di aggravare ulteriormente le difficoltà economiche e sociali delle comunità insulari, già costrette da anni a convivere con i limiti strutturali dell’insularità.
Gli aumenti previsti, spiegano da Confesercenti, non colpirebbero soltanto i residenti delle isole minori, ma avrebbero pesanti ripercussioni anche sulle attività turistiche, commerciali e dell’accoglienza proprio all’inizio della stagione estiva, periodo cruciale per l’economia dei territori isolani.
A intervenire è il presidente regionale di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, che definisce la prospettiva degli aumenti “estremamente preoccupante”.
“Incrementare in modo così consistente il costo dei collegamenti marittimi, sottolinea Messina, significa colpire famiglie, lavoratori, imprese e turisti. Le isole minori hanno bisogno di essere sostenute e rese più accessibili, non ulteriormente penalizzate da rincari che rischiano di accentuare isolamento e spopolamento”.
Per Confesercenti il tema non riguarda soltanto il trasporto, ma il diritto stesso alla mobilità dei cittadini che vivono nelle realtà insulari. Da qui la richiesta di interventi pubblici e strumenti compensativi capaci di evitare che l’intero peso del caro carburanti venga scaricato direttamente su residenti e attività economiche.
Messina evidenzia inoltre un problema strutturale che da anni interessa il sistema italiano delle isole minori: l’assenza di una normativa quadro nazionale capace di riconoscere in maniera concreta gli svantaggi permanenti legati all’insularità.
“L’Italia, afferma il presidente di Confesercenti Sicilia, resta l’unico Paese europeo privo di una legge specifica dedicata alle isole minori, in grado di prevedere agevolazioni fiscali, misure di compensazione e strumenti di sostegno per cittadini e imprese. Un ritardo che oggi pesa enormemente sulla competitività di questi territori”.
Il timore delle imprese è che l’ennesimo aumento dei costi possa tradursi in una riduzione dei flussi turistici e in un ulteriore aggravio per le famiglie residenti, in territori dove il trasporto marittimo rappresenta un servizio essenziale e non un’opzione alternativa.
Un tema che torna ciclicamente al centro del dibattito ogni volta che il caro energia o il costo dei carburanti si riflettono sui collegamenti navali, ma che oggi, alla vigilia della stagione turistica, assume un valore ancora più delicato per l’economia delle piccole isole siciliane.
M.S.
(fonte Ansa)







