Siciliacque contro il Comune di Vittoria: “Manutenzione bloccata, debito oltre 9 milioni”

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Siciliacque accusa il Comune di Vittoria di avere bloccato per mesi la manutenzione all’impianto di Madonna della Salute e punta il dito contro le diffide e le opposizioni presentate dall’amministrazione comunale.

Sul tavolo c’è anche il nodo economico, con un debito che, secondo la società che gestisce il servizio idrico di sovrambito, avrebbe ormai superato i 9 milioni di euro.

La presa di posizione è arrivata oggi da Siciliacque, che parla apertamente di “ostruzionismo” da parte del Comune di Vittoria in relazione alla sostituzione periodica dei contatori nell’impianto di Madonna della Salute. L’intervento, programmato da gennaio 2026 e comunicato con anticipo agli uffici comunali, non sarebbe mai partito proprio per le opposizioni avanzate dall’ente.

Secondo quanto riferito dalla società, l’attività di manutenzione rappresentava una normale operazione tecnica e Siciliacque si sarebbe detta disponibile anche a svolgere i lavori in contraddittorio con il Comune. Nonostante questo, l’intervento sarebbe stato rinviato più volte nei mesi scorsi. La società richiama inoltre il sindaco di Vittoria “al rispetto delle regole di accesso e delle norme di sicurezza degli impianti in esercizio”.

Siciliacque ha annunciato che le operazioni di sostituzione dei misuratori verranno eseguite domani mattina alle 9, come già comunicato formalmente al Comune.

Nella nota diffusa oggi emerge anche il contenzioso economico tra le parti. Siciliacque ricorda infatti che la Corte d’Appello di Catania avrebbe recentemente condannato il Comune di Vittoria al pagamento di oltre 650 mila euro, oltre Iva e interessi, riconoscendo la legittimità delle tariffe applicate dalla società nell’ambito del sistema acquedottistico Vittoria, Gela.

Secondo Siciliacque, nonostante la pronuncia della Corte, il Comune continuerebbe a contestare la tariffa idrica stabilita da Arera, accumulando così un debito che oggi supererebbe i 9 milioni di euro per la fornitura idrica all’ingrosso già effettuata. La società parla di un atteggiamento “incompatibile con l’assetto regolatorio nazionale” e annuncia di essere pronta a tutelarsi con ogni strumento legale disponibile.

(czcz)

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