Integrazione oraria, tutto merito di Abbate, Dipasquale lo critica e Leontini: “Vogliamo i risultati”

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La campagna elettorale ad Ispica la fanno i deputati e non i candidati. Ieri infatti l’on Ignazio Abbate ha pubblicato un post che sinceramente ha lasciato tutti basiti soprattutto chi conosce bene la vicenda dell’incremento orario per i dipendenti comunali di Ispica.

L’on Abbate esordisce dicendo che: “La battaglia per la dignità lavorativa dei dipendenti comunali siciliani segna finalmente un punto di svolta definitivo. Quello che a dicembre sembrava un percorso a ostacoli, tra voti segreti e incertezze, oggi è una realtà concreta”

Potremmo definirlo l’effetto magico delle elezioni: 

L’on Abbate dichiara infatti che centinaia di famiglie che riceveranno un miglioramento tangibile. “Grazie allo stanziamento di 1.500.000 euro che ho fortemente voluto nell’ultima manovra finanziaria, stiamo sbloccando i fondi per i Comuni in dissesto con popolazione tra 15 e 25 mila abitanti e oltre il 50% di personale part-time. Ispica sarà uno di quei comuni che beneficeranno maggiormente di questa norma”

E poi spiega cosa sta succedendo ora ovvero che  “L’Assessorato ha già avviato il censimento del personale avente diritto. Il Comune di Ispica ha già risposto, e gli altri enti lo stanno facendo in queste ore. Una volta acquisiti tutti i dati, le risorse saranno erogate immediatamente per coprire 8 mesi di integrazione a 36 ore settimanali.”

Ma non solo e qui davvero parliamo più che di magia di miracolo: 

“Se dovessero avanzare fondi dopo la ripartizione, le somme eccedenti saranno utilizzate per servizi essenziali come la mensa e il trasporto scolastico. Un doppio risultato per la comunità” 

La replica dell’On Dipasquale

Ecco pronta la replica dell’On Dipasquale parlamentare regionale del Partito Democratico:

“Leggo con stupore l’ennesimo comunicato autocelebrativo dell’on. Ignazio Abbate, costruito più per sostenere la campagna elettorale della Democrazia Cristiana e del candidato sindaco di Ispica Pierenzo Muraglie che per raccontare correttamente i fatti. L’incremento orario per i dipendenti dei Comuni in dissesto non è il risultato dell’azione di un solo deputato all’ARS, ma di un lavoro condiviso dentro la finanziaria regionale, frutto di una convergenza politica e parlamentare che ha visto coinvolti più parlamentari, compreso il sottoscritto. Lo stesso Abbate, peraltro, nel dicembre scorso aveva pubblicamente riconosciuto che quell’emendamento era stato sostenuto insieme ad altri colleghi.

Capisco che siamo in piena campagna elettorale e comprendo anche il tentativo di trasformare ogni briciolo di risultato in propaganda, ma non si può pensare di poter raccontare qualsiasi cosa cancellando il contributo degli altri e immaginando che chi ha lavorato seriamente resti in silenzio. La verità è semplice: se fosse dipeso soltanto dall’on. Abbate, oggi probabilmente staremmo ancora discutendo del nulla, come accaduto su tante altre vicende. Invece il risultato è arrivato perché c’è stata una responsabilità collettiva dentro il Parlamento regionale. I lavoratori meritano rispetto e verità, non passerelle elettorali”.

La posizione del sindaco Leontini

Sulla vicenda interviene anche il sindaco Innocenzo Leontini. Ricordiamo che l’audizione da lui richiesta il il 6 novembre presso la Prima Commissione parlamentare regionale presieduta dall’On Ignazio Abbate, si è tenuta solo dopo 45 giorni. Era infatti il 20 dicembre quando l’on Abbate proclama l’approvazione dell’emendamento in commissione. Emendamento che poi in aula fu approvato a Gennaio. Da allora sono passati 5 mesi e ancora nulla di fatto come sottolinea il primo cittadino. 

“La legge è stata approvata a Gennaio, siamo a maggio e ancora non si riesce ad applicarla-dichiara Leontini- Piuttosto che preannunciare il risultato a breve un impegno nei mesi precedenti sarebbe stato risolutivo. Non è mai accaduto che una legge non venisse applicata per cinque mesi. Quello che ha detto Abbate è quello che noi verifichiamo tutti i giorni con il dott. Vanella responsabile del procedimento. L’auspicio è che finiscano i proclami e si producono i risultati” 

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