Made in Italy, la Sicilia si racconta. Ma Ragusa resta fuori dal racconto

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C’è tutta la Sicilia, o quasi, nella settimana di iniziative dedicate al Made in Italy promossa dalla Regione. Mancano però all’appello le eccellenze della provincia di Ragusa, completamente assenti nel programma ufficiale diffuso dall’assessorato alle Attività produttive guidato dall’assessore regionale Edy Tamajo. Una dimenticanza che non passa inosservata, soprattutto in un territorio che del Made in Italy ha fatto una vera e propria identità.

Un calendario fitto, ma senza la provincia iblea

Il calendario regionale si snoda tra Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani ed Enna, con visite guidate, laboratori e dimostrazioni che raccontano mestieri, tradizioni e produzioni locali. Dalle ceramiche di Caltagirone ai biscotti di Castelbuono, passando per cantine, cantieri navali e lavorazioni artigianali, il programma appare ricco e articolato.

Eppure, scorrendo l’elenco delle iniziative, la provincia di Ragusa non compare mai. Nessun evento, nessuna azienda coinvolta, nessuna dimostrazione. Una assenza totale che stona, specie alla luce delle dichiarazioni dello stesso assessore che parla di un percorso “su tutto il territorio regionale”. Tutto, evidentemente, con qualche eccezione.

Un territorio che avrebbe molto da mostrare

E dire che il territorio ibleo non è certo privo di eccellenze. Al contrario, rappresenta uno dei poli più riconosciuti del Made in Italy agroalimentare e artigianale in Sicilia. Il cioccolato di Modica, riconosciuto anche a livello europeo, l’olio extravergine dei Monti Iblei, i formaggi come il Ragusano Dop, senza dimenticare ortaggi e produzioni serricole che riforniscono mezza Italia.

Accanto al comparto agroalimentare, c’è poi un tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese, artigiani, trasformatori, aziende innovative che avrebbero potuto raccontare bene quel legame tra tradizione e futuro richiamato nelle parole dell’assessore.

Tra promozione e dimenticanze

La Giornata nazionale del Made in Italy, istituita nel 2023, nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare i territori e le loro specificità. In questo contesto, l’assenza della provincia di Ragusa appare quantomeno singolare, se non paradossale.

Non è chiaro se si tratti di una scelta, di una mancata adesione o semplicemente di una svista. Non posso verificarlo. Resta però il dato evidente, mentre altrove si aprono laboratori e aziende al pubblico, nel territorio ibleo non è previsto alcun appuntamento ufficiale.

Una dimenticanza che, più che una polemica, lascia spazio a una domanda semplice, forse anche un po’ ironica, il Made in Italy siciliano passa anche da Ragusa, oppure no.

(czcz)

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