Calamità e ristori fantasma, all’Ars l’affondo di Nello Dipasquale: “Basta annunci, servono fatti”

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Centinai di milioni di euro di danni, ma ristori quasi inesistenti. È da qui che parte l’intervento di Nello Dipasquale, deputato regionale del Partito Democratico, intervenuto oggi in Aula all’Ars per denunciare quella che definisce una distanza ormai cronica tra promesse e realtà nel comparto agricolo siciliano.

I numeri che pesano come macigni

Nello Dipasquale ha ripercorso una lunga sequenza di eventi calamitosi che hanno colpito l’isola negli ultimi anni, mettendo in fila dati precisi. Dal ciclone Athos del 2012, con circa 80 milioni di euro di danni, fino al ciclone Apollo del 2021 e agli eventi del 2023, il copione, secondo il parlamentare ibleo, non cambia mai.

“A fronte di 80 milioni di euro di danni nel 2012, sono arrivati appena 620 mila euro”, ha ricordato Nello Dipasquale. Ancora più netto il dato sul 2021, con circa 100 milioni di danni e ristori pari a zero. Stesso esito, ha sottolineato, per il 2023, quando i danni stimati sfioravano i 150 milioni.

L’ultimo episodio riguarda la dichiarazione di stato di calamità per i cicloni extratropicali tra il 17 gennaio e il 17 febbraio di quest’anno, con danni quantificati in 446 milioni di euro. Anche in questo caso, però, si parla soltanto di stime e atti formali, senza alcuna certezza sui fondi.

La critica alla politica regionale

Nel suo intervento, Nello Dipasquale ha puntato il dito contro una prassi che, a suo dire, si ripete da anni: dichiarazioni ufficiali, comunicati stampa e annunci, senza che a questi seguano interventi concreti.

“Non si può continuare a prendere in giro agricoltori e allevatori”, ha detto in Aula, evidenziando come la fiducia nel sistema istituzionale sia stata progressivamente erosa. Un passaggio duro, in cui ha parlato apertamente di una politica che rischia di perdere credibilità.

Il riferimento è anche agli ultimi comunicati del governo regionale che parlano di “sostegno concreto” ai comparti agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Parole che, secondo il deputato, restano vuote se non accompagnate da risorse effettive.

Il problema dei ristori in agricoltura, in Sicilia, non nasce certo oggi. Chi lavora nei campi lo sa bene, tra carte da compilare, passaggi burocratici e tempi che si allungano, ottenere il riconoscimento dello stato di calamità e poi i soldi veri diventa spesso un percorso lungo e complicato, troppo lento rispetto ai danni subiti.

Negli ultimi anni le associazioni di categoria hanno più volte parlato di ritardi nei pagamenti e ostacoli burocratici, segnalando difficoltà sia a livello regionale che nazionale. Non posso verificarlo nel dettaglio per ogni singolo caso, ma è un tema che torna spesso nelle discussioni sul settore.

Dentro questo quadro si inserisce l’intervento di Nello Dipasquale, che chiede una svolta concreta, meno annunci e più fatti, soprattutto risposte veloci per chi ogni giorno lavora la terra.

Un richiamo che arriva mentre l’agricoltura siciliana attraversa una fase già complicata, tra costi in aumento, siccità e clima sempre più imprevedibile. Ma resta una domanda, è solo un intervento politico destinato a restare tale o seguiranno atti concreti? E soprattutto, dopo anni di promesse, questa volta arriveranno davvero i ristori o si resterà ancora una volta alle parole? Stiamo a vedere.

(czcz)

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