Sicilia, invasi in crescita: estate senza emergenza idrica

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Anche l’invaso di Santa Rosalia in provincia di Ragusa, in uno stato ottimale

Palermo – Le riserve idriche dell’Isola tornano a livelli rassicuranti e allontanano, almeno per il momento, lo spettro dell’emergenza estiva. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, che fotografa una situazione in netto miglioramento rispetto allo scorso anno.

I dati aggiornati al primo aprile evidenziano un incremento significativo dei volumi d’acqua invasati: le dighe siciliane registrano una disponibilità superiore del 58% rispetto allo stesso periodo del 2025 e in crescita anche rispetto al mese precedente. Un risultato che conferma gli effetti positivi delle precipitazioni degli ultimi mesi e degli interventi messi in campo per ottimizzare la raccolta delle risorse.

Nel dettaglio, il volume complessivo si attesta attorno ai 580 milioni di metri cubi, contro i 387 milioni rilevati nello stesso periodo dell’anno scorso. Un balzo in avanti che restituisce margini di gestione più ampi per affrontare la stagione più critica sul fronte idrico.

«Le riserve attuali, insieme alle ulteriori fonti attivate attraverso pozzi, reti e dissalatori, ci consentono di guardare ai mesi estivi con maggiore serenità», ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. Il riferimento è anche agli impianti attivi a Trapani, Porto Empedocle e Gela, che contribuiscono a diversificare l’approvvigionamento.

Secondo il governo regionale, il miglioramento è il risultato di una strategia più strutturata nella gestione della risorsa idrica, sostenuta dal lavoro della cabina di regia per l’emergenza e da interventi mirati sul territorio. Centrale resta la pianificazione, con l’aggiornamento periodico del Piano di tutela delle acque, strumento chiave per rafforzare la resilienza del sistema rispetto ai cicli di siccità sempre più frequenti.

In un contesto segnato negli ultimi anni da criticità diffuse, il quadro attuale rappresenta dunque un segnale incoraggiante, pur richiedendo attenzione e continuità nelle politiche di gestione e conservazione della risorsa.

M. S.

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