Pozzallo esclusa dai fondi migrazione, ora il sindaco chiede tutte le carte

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Pozzallo esclusa dai fondi regionali sul fenomeno migratorio, il sindaco Roberto Ammatuna attacca e chiede accesso agli atti.

È una presa di posizione dura quella del sindaco Roberto Ammatuna, che ha scritto ai vertici della Regione Siciliana denunciando l’esclusione del Comune di Pozzallo dai contributi previsti per contrastare gli effetti del fenomeno migratorio sul turismo. Nella lettera indirizzata al presidente dell’Ars e, per conoscenza, al presidente della Regione, il primo cittadino parla apertamente di “palese irrazionalità” e “ingiustificabile disparità di trattamento”.

La contraddizione nella legge regionale

Al centro della vicenda c’è la Legge Regionale 1 del 2026, in particolare l’articolo 11. Da un lato, viene riconosciuto a Pozzallo un contributo straordinario proprio per le difficoltà legate ai flussi migratori, dall’altro, nello stesso articolo, il Comune viene escluso dai fondi destinati a mitigare l’impatto negativo sul turismo. Una contraddizione che Roberto Ammatuna definisce evidente, quasi inspiegabile, e che rende la norma, secondo il sindaco, priva di coerenza logica.

Il peso dei flussi migratori su Pozzallo

Nella lettera si sottolinea come Pozzallo sia tra i territori più esposti in Sicilia. La città ospita un hotspot e centri di accoglienza, si trova vicino a un Cpr ed è tra i principali punti di sbarco dopo Lampedusa. Numeri e circostanze che, viene evidenziato, sono stati riconosciuti più volte anche a livello nazionale e regionale. Ignorare questi dati, si legge nel documento, significa non tenere conto della realtà dei fatti.

Richiesta di chiarimenti e accesso agli atti

Roberto Ammatuna chiede quindi un intervento immediato per correggere quella che definisce una penalizzazione inaccettabile per la comunità pozzallese. Contestualmente, ha presentato formale richiesta di accesso agli atti per ottenere la documentazione che ha portato alla distribuzione dei fondi e all’esclusione del Comune. Tra i documenti richiesti, la relazione tecnico amministrativa e gli emendamenti che hanno determinato il testo finale della norma.

Nella parte finale della lettera non manca un passaggio critico nei confronti della politica regionale, accusata di guardare più agli interessi locali che a una visione complessiva dei bisogni del territorio, con un tono che lascia poco spazio a interpretazioni.

(czcz)

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