Le recenti esternazioni di Donald Trump nei confronti di Papa Leone hanno sollevato un’ondata di reazioni che va ben oltre i confini della diplomazia politica.
L’invito dell’attuale Presidente statunitense, che ha esortato il Pontefice a «rientrare in un linguaggio che possa dominare», è stato percepito come un attacco frontale non solo alla figura del Papa, ma alla natura stessa del suo magistero. In Sicilia, il sostegno al Santo Padre si è fatto sentire con forza, e anche dalle diocesi di Ragusa e Noto non sono mancate reazione di sostegno a Papa Leone.
Ragusa: «Il Vangelo non segue logiche di potere»
Il Vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, è intervenuto con fermezza per ribadire che la missione del Papa non può essere misurata con il metro della politica muscolare.
«In questo clima di tensione — ha dichiarato mons. La Placa — desidero esprimere piena solidarietà al Santo Padre. Il suo linguaggio, fatto di ascolto, misericordia e ricerca del bene comune, nasce da una logica profondamente diversa da quella del dominio: la logica del Vangelo».
Secondo il presule ragusano, ogni attacco mediatico o politico rivolto al Pontefice finisce per ferire l’intera comunità ecclesiale, che vede in lui non un attore politico, ma un pastore e un punto di riferimento spirituale.
Noto: l’invito alla preghiera e l’unità con la CEI
Sulla stessa lunghezza d’onda si è posto il Vescovo di Noto, mons. Salvatore Rumeo, che ha voluto legare la voce della Chiesa netina a quella della Conferenza Episcopale Italiana. Facendo proprie le parole del Cardinale Matteo Maria Zuppi, mons. Rumeo ha espresso ferma solidarietà a Sua Santità a seguito di quello che ha definito un «attacco ingiustificato».
Oltre alla nota, il Vescovo di Noto ha voluto trasformare la reazione in un momento di raccoglimento spirituale, invitando l’intera comunità diocesana a elevare preghiere per la pace, seguendo gli insegnamenti del Vangelo e il Magistero della Chiesa.
Quello di Trump non è stato un semplice commento politico, ma la pretesa di piegare il linguaggio della fede alle regole dell’egemonia geopolitica.






