In questi anni il Comune ha avuto più di una interlocuzione con il Governo Regionale e con la deputazione iblea per poter acquisire l’immobile, ma niente risposte
“La condizione attuale dell’immobile riconducibile alla figura di Giorgio La Pira rappresenta, oggettivamente, un elemento di forte disappunto sul piano civile, culturale e istituzionale.
” Esordisce così il post sulla pagina intitolata proprio al sindaco di Firenze La Pira. Il post prosegue sottolineando come “Non si tratta semplicemente di un edificio in stato di degrado, ma di un luogo carico di valore simbolico, storico e spirituale, legato a una delle personalità più rilevanti del Novecento italiano, la cui eredità trascende il contesto locale e si colloca in una dimensione nazionale e internazionale”
Secondo chi scrive il post la colpa sarebbe riconducibile al Comune: “Appare difficilmente giustificabile il fatto che, nel corso degli anni, il Comune di Pozzallo non sia stato in grado — o non abbia ritenuto opportuno — né procedere all’acquisizione dell’immobile, né promuovere o sollecitare un intervento di recupero dignitoso.
Tale inerzia amministrativa produce una duplice conseguenza: da un lato, contribuisce al progressivo deterioramento materiale del bene; dall’altro, veicola un messaggio implicito di disattenzione verso la memoria storica e l’identità culturale del territorio.
In termini amministrativi, la mancata valorizzazione di un sito di tale rilevanza configura una perdita di opportunità sotto molteplici profili: culturale, turistico, educativo e persino economico.
Un immobile legato a Giorgio La Pira potrebbe costituire un centro di studio, un luogo di memoria, un polo attrattivo per visitatori e studiosi, contribuendo alla costruzione di una narrazione territoriale fondata su valori di giustizia, pace e impegno civile.
Dal punto di vista etico e istituzionale, emerge una criticità più profonda: la difficoltà delle amministrazioni locali nel riconoscere e custodire concretamente il patrimonio immateriale incarnato in luoghi simbolici. La memoria, quando non è sostenuta da azioni tangibili, rischia di ridursi a mera retorica celebrativa priva di efficacia reale.
In conclusione, lo stato dell’immobile non è solo una questione edilizia, ma un indicatore preciso della qualità della governance culturale locale.

La mancata acquisizione e riqualificazione della casa di Giorgio La Pira da parte del Comune di Pozzallo evidenzia una carenza strategica che, nel tempo, si traduce in un impoverimento della coscienza storica collettiva e in una perdita di valore per l’intera comunità.
La risposta del sindaco Ammatuna
Da noi contattato il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna tende a precisare che in questi anni il Comune ha avuto più di una interlocuzione con il Governo Regionale e con la deputazione iblea per poter acquisire l’immobile che non è di proprietà dell’ente.
“I proprietari sono disposti a vendere-spiega Ammatuna-ma le risorse del Comune non ci consentono di acquistarlo per questo motivo abbiamo chiesto l’intervento della Regione e se all’apparenza tutti si sono dimostrati interessati all’acquisto chiedendoci di predisporre una relazione in cui venisse anche indicato l’importo necessario per l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile, ad oggi, pur avendo presentato la documentazione necessaria, non si è andato oltre. Eppure stiamo parlando di una cifra irrisoria di circa 100 mila euro a fronte di milioni di euro spesi dalla Regione per feste e sagre.
Non si comprende l’importanza, oggi più che mai, della figura di La Pira che aveva previsto tutto quello che sta accadendo nel mondo. La Regione dimostra di non essere sensibile a queste tematiche e lontana dalla nostra città, visto che il Presidente della Regione Renato Schifani non ha mai sentito la necessità in tutti questi anni di venire in visita a Pozzallo che dopo Lampedusa è certamente il territorio che più vive l’emergenza degli sbarchi.
Per cui non è certo colpa nostra se oggi la casa di Giorgio La Pira versa in queste condizioni anzi ci auspichiamo che finalmente qualcuno risponda al nostro appello e prenda in mano la situazione”






