Pasqua a Scicli: Due facce della stessa medaglia? È questo l’interrogativo che viene posto dai moderatori di una nota pagina dedicata al territorio sciclitano.
Perché questa domanda? Perché il giorno successivo alla Pasqua si sono registrati commenti contrastanti: da un lato la voce istituzione del sindaco di Scicli Mario Marino che ha elogiato l’ottima riuscita dell’evento come si legge dal post pubblico sulla sua pagina, dall’altro emerge la voce del popolo che evidenzia una prospettiva diversa: ordinanze disattese, criticità sulla sicurezza e malumori per come sono stati gestiti alcuni eventi.
Il commento del sindaco Mario Marino
Una straordinaria manifestazione di fede e partecipazione ha attraversato Scicli in occasione della Pasqua 2026. Il “Gioia” si conferma, ancora una volta, un evento unico: un vero furore di popolo, con una presenza imponente di cittadini e visitatori, giunti anche dai comuni vicini. Momento culminante, la serata di domenica, quando migliaia di persone hanno assistito alla tradizionale processione del Cristo Risorto, rendendo la nostra città protagonista nel panorama della Pasqua degli Iblei.
Un risultato reso possibile grazie a una macchina organizzativa complessa ed efficiente. Un sentito grazie alla Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine e a tutti gli operatori impegnati per garantire sicurezza e ordine pubblico, con il costante presidio del COC.

Un ringraziamento particolare alla Arciconfraternita di santa Maria La Nova per l’organizzazione, alla Parrocchia e a tutto il clero di Scicli per l’impegno e la dedizione.Un segno di grande attenzione istituzionale è stata inoltre la presenza dell’ingegnere Salvo Cocina, capo del Dipartimento regionale della Protezione Civile, che ha voluto condividere con la nostra comunità questi momenti di festa, rendendo ancora più significativo questo evento.

Scicli si conferma così città viva, accogliente e capace di custodire e valorizzare le proprie tradizioni.
Al commento del sindaco però si contrappone quello dei cittadini. Come si evince dal contributo di Angelo Giurdanelli le cose non sono andate così bene come raccontato dal primo cittadino ed è ancora più grave leggere queste parole sapendo che alla processione addirittura ha partecipato il Capo della Protezione Civile Regionale.
La voce dei cittadini: tra Ordinanze Disattese e Sicurezza da Rivedere
La festa dell’Uomo Vivo si è conclusa, portando con sé, come ogni anno, un carico di emozioni irripetibili. Tuttavia, quest’anno il clima è stato accompagnato, sin dai giorni antecedenti, da una nota di tensione: tra i portatori e i cittadini si era infatti diffuso un certo malumore per le misure particolarmente restrittive adottate per la gestione della sicurezza.

Oggi, “a vara riposta”, la domanda che circola tra la popolazione è una: la macchina organizzativa è stata davvero operativa per necessità o c’è stata una componente di pura “passerella”? Si fa presto a parlare di festa sicura, ma la “Vox Populi” — che raccoglie gli umori e le testimonianze della piazza — racconta una realtà leggermente diversa. Se l’obiettivo era blindare l’evento, qualcosa non ha funzionato come previsto.
Nonostante l’imponente apparato, qualche ferito si è purtroppo registrato: tra questi, un ragazzo della banda musicale è rimasto leggermente ferito durante il percorso. Un episodio che stride con l’idea di una gestione impeccabile. Va comunque rivolto un plauso alle unità di soccorso sanitario mobile che sono intervenute tempestivamente (essendo già sul posto) per alcuni interventi che, per fortuna, non si sono rivelati gravi.
Ma il vero punto dolente riguarda il consumo di alcol. L’Amministrazione Comunale aveva giustamente emesso una determina per vietare la vendita e l’uso di alcolici, ma a quanto pare l’ordinanza è rimasta in gran parte sulla carta. È stata una scena desolante vedere una marea di ragazzi (e anche adulti) con bottiglie di vetro in mano, intenti a consumare aperitivi ad alta gradazione come se nulla fosse. Se in molti locali l’ordinanza è stata rispettata, in altri il divieto è stato disatteso “alla grande”; senza contare chi ha optato per l’acquisto “fai da te” nei supermercati nei giorni precedenti.
La cosa più grave è stata la condotta di alcuni sporcaccioni incoscienti: invece di riporre le bottiglie vuote nei contenitori, molti — per pigrizia o per l’impossibilità di farsi spazio tra la folla — le hanno abbandonate ovunque. Si sono registrati anche sporadici casi di pura incoscienza, con bottiglie lanciate in aria con una goliardia pericolosa e fuori controllo.
Ci si chiede quindi: a cosa sono servite le restrizioni ai portatori se poi si è permesso che la piazza diventasse una distesa di vetro e alcol in spregio alle regole? La sicurezza non si fa con le passerelle, ma con il controllo reale del territorio e il rispetto delle ordinanze emesse.
Dove sta la verità?
Due punti di vista opposti su una stessa realtà ma la verità dove sta? Di solito si dice che “in medio stat virtus” e forse anche questa volta è così d’altronde gestire un evento così importante non è semplice e forse non si è nemmeno preparati per farlo, sicuramente la Pasqua a Scicli è una delle più importanti e conosciute in tutto il mondo forse per il futuro visto che l’affluenza sarà sempre maggiore alcuni aspetti organizzativi andranno rivisti certamente ma alla fine sta anche ai cittadini assumersi le proprie responsabilità e comportarsi civilmente in queste occasioni e non solo.






